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22 Dic 2013 20:45 |
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MILAN-ROMA, IL MIGLIORE IN CAMPO
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Dopo la “riapertura” della curva nord siamo pronti a vivere la solita stracittadina con il suo fascino e la sua magica atmosfera che rende ancor più speciale una sfida sempre particolare.
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
La settimana di vigilia del derby è stata davvero strana: iniziata tardi, visto che il Milan ha giocato lunedì sera contro la Roma, è stata subito condizionata dalla notizia della “chiusura” della curva nord per un’altra cervellotica squalifica originata dai soliti cori di “discriminazione territoriale” che solo in Italia ci si ostina a voler punire, perchè non c’è alcuna direttiva europea che lo impone e lo dimostra il fatto che il coro incriminato è stato cantato in occasione di Milan-Barcellona e non è stato minimamente preso in considerazione. Si rischiava di assistere a un derby che non sarebbe stato derby, ma un semplice Inter-Milan e la differenza sta nel fatto che si può parlare di derby solo se attorno al campo di gioco c’è la magica atmosfera creata dal pubblico, dagli spalti strapieni, dalle coreografie delle due curve, dal tifo, dagli sfottò; il derby è una partita in cui il pubblico, in particolare quello delle curve, dà spettacolo come e più dei giocatori in campo e non sarebbe stata la stessa cosa con una curva chiusa e l’altra senza colore e “rumore” in quanto solidale con i rivali che improvvisamente diventano complici. Senza revoca della squalifica, infatti, la curva nord sarebbe stata vuota per imposizione e la sud quasi, ma per scelta, visto che gli ultras sarebbero rimasti fuori, lasciando però liberi i tifosi di decidere se entrare o meno, anche perchè nel derby in trasferta tecnicamente non si può parlare davvero di curva come al solito ma di “settore ospiti” in cui ci sono anche tanti tifosi che nelle partite casalinghe occupano altri settori. Tutto bene quel che finisce bene, comunque e il derby manterrà il suo fascino, sperando che ciò serva a far cambiare definitivamente una norma assurda che crea solo problemi e ora anche un po’ di caos “legislativo”.
Meglio parlare del bello di questa sfida sempre speciale che sarà anche l’ultima partita del 2013 delle due squadre e dell’intera serie A in quanto posticipo domenicale della giornata; come al solito l’attesa fa crescere l’ansia e la tensione, che raggiungono l’apice quando si entra allo stadio e comincia il “derby del tifo”, che vive il suo momento più speciale a ridosso dell’entrata in campo delle squadre, quando vengono svelate le meravigliose e maestose coreografie delle due curve; poi spazio a ciò che succede in campo, in quei novanta lunghissimi minuti in cui ci si gioca la supremazia cittadina e non si pensa alla classifica, agli altri risultati, a ciò che è successo nella giornata e si vuole solo uscire felici e contenti dallo stadio cantando a squarciagola tutta la propria gioia. Vista la classifica delle due squadre, questo non è certo il derby più importante della storia, ma a volte in queste condizioni diventa ancor più sentito, proprio perchè vale più per la supremazia cittadina che per la classifica e permetterebbe in caso di vittoria di passare davvero delle buone feste. Si dice sempre che in partite come questa spesso vince la squadra sfavorita, ma in questo momento è davvero difficile stabilire chi sia sfavorito: l’Inter ha più punti ma è reduce dalla netta sconfitta di Napoli; il Milan è lontanissimo dall’alta classifica, ma la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League e il buon pareggio con doppia rimonta contro l’imbattuta Roma hanno dato un po’ di entusiasmo e autostima all’ambiente e si spera che la squadra entri in campo carica e grintosa, perchè mai come in un derby ci vogliono undici leoni, undici ultras in campo che ci mettano cuore e anima per vincere la partita.
Dopo aver sottolineato che non importa tanto chi scende in campo ma l’atteggiamento con il quale i giocatori entrano sul terreno di gioco, bisogna comunque cercare di capire quali saranno gli undici schierati da Allegri e l’impresa sembra facile visto che come al solito ci sono tanti indisponibili: con Emanuelson recuperato e convocato la difesa sembra fatta con l’olandese a sinistra (altrimenti giocherà Constant), De Sciglio a destra e la conferma della coppia Bonera-Zapata che ha fatto bene contro la Roma; a centrocampo la squalifica di Montolivo rende obbligata la scelta del trio Poli-De Jong-Muntari, mentre in attacco sono certi del posto, ovviamente, Balotelli e Kakà e il reparto dovrebbe essere completato con Matri, ma c’è anche una piccola possibilità che possa giocare dal primo minuto Saponara, che sarebbe per la prima volta titolare in una partita ufficiale proprio nell’occasione più importante e sentita. Con Montolivo assente la fascia di capitano andrà a Kakà, l’unico fra i rossoneri (insieme all’assente El Shaarawy) ad aver segnato in un derby e che potrebbe raggiungere la quota 100 gol nel Milan contro lo stesso avversario cui segnò il primo di questa lunga serie, segnando il giorno 22 con la maglia 22; a volte certe magiche coincidenze succedono al Milan e speriamo di essere buoni profeti…
In ogni caso è importantissimo vincere per molti motivi, ma soprattutto perchè è un derby; lo ha sottolineato anche Allegri, dicendo che si accontenterebbe di vincere giocando male, quasi fosse un tifoso qualsiasi, perchè è risaputo che per i tifosi il massimo in un derby è vincere in pieno recupero con un gol casuale, un’autorete o un rigore che non c’è, magari dopo essere stati dominati dall’avversario, perchè tutto ciò fa imbestialire ancor di più i rivali e rende ancor più intensa la gioia. Il derby è una partita particolare per molti motivi, è una partita unica, per i tifosi delle due squadre ha un fascino e un’importanza incredibili e non ci sono in palio solo tre punti; se un giocatore capisce questo non può che interpretarlo con una carica speciale e ciò di solito accade quando un calciatore è anche tifoso della squadra in cui gioca o lo diventa rimanendo a lungo in quella squadra e negli scorsi anni il Milan ha avuto molti giocatori che sentivano la maglia come una seconda pelle, mentre ultimamente, soprattutto dopo l’azzeramento dei senatori, ce ne sono un po’ meno. Una vittoria nel derby, però, può dare entusiasmo a tutto l’ambiente, magari far scattare la scintilla per provare la rimonta in classifica e, soprattutto, far capire a qualcuno cosa voglia dire indossare la casacca rossonera e rappresentare in campo quei tifosi rossoneri che sugli spalti ci mettono cuore e passione per incitare la squadra e vogliono la grande soddisfazione di una vittoria in una partita che fatalmente non può essere come le altre e non lo sarà mai. Ormai ci siamo, le luci di San Siro stanno per accendersi, lo spettacolo sta per iniziare, prima sugli spalti e poi, si spera, anche in campo; la magica atmosfera ci sarà, ormai è ufficiale dopo tanti dubbi e adesso sì che si può davvero parlare di derby dopo una settimana tribolata, quindi buon derby a tutti e speriamo davvero di poter esultare per un successo del caro vecchio Diavolo, magari ottenuto grazie a quel cuore rossonero che batte nel petto di ogni vero milanista!
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