Balotelli salva il solito Milan a due volti

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AJAX-MILAN, IL MIGLIORE IN CAMPO

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All’Amsterdam Arena il Milan regala il primo tempo all’Ajax, scegliendo di non giocare, poi migliora nella ripresa, sfiora la vittoria, rischia la sconfitta e alla fine raccoglie un punto prezioso.

02.10.2013 01:22 di Davide Bin  articolo letto 220 volte

© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

Ormai siamo abituati: con questo Milan si sale sempre sull’ottovolante delle emozioni anche in una partita che per 45 minuti è stata un autentico antidoto per l’insonnia: nel primo tempo nemmeno un tiro in porta da parte dei rossoneri e dominio territoriale e nel possesso palla per l’Ajax, che non riesce, però, a creare colossali occasioni da gol, ma solo a far correre qualche brivido ad Abbiati e a tutti i tifosi rossoneri. Nella ripresa, invece, succede un po’ di tutto: il Milan alza il baricentro e il ritmo del suo gioco e inverte le parti con gli avversari, rinchiusi nella propria metà campo e costretti sulla difensiva, ma la traversa nega il gol a Balotelli, l’arbitro non vede un paio di rigori e il meglio arriva nel finale, cioè in “zona Milan”, anche se questa volta gli ultimi minuti rischiano di essere fatali ai rossoneri che subiscono il gol dello svantaggio al 90′ sul solito pallone spiovente in area da calcio piazzato che manda in tilt la difesa e permette a Denswil di insaccare di testa. Partita finita? Nemmeno per sogno! Il Milan reagisce rabbiosamente e Balotelli si procura con mestiere e furbizia un rigore sicuramente meno netto di quelli non concessi in precedenza e lo trasforma con freddezza, zittendo con il gol, ma anche con le dita, il pubblico olandese che stava già pregustando la vittoria. Punto prezioso, si dirà, ma la sensazione è che anche questo Milan rimaneggiato avrebbe potuto e dovuto vincere contro un Ajax certo non irresistibile, soprattutto in difesa e il solito vizio di regalare un tempo agli avversari ha compromesso le possibilità di vittoria, anche se poi Allegri ha dichiarato che ha chiesto lui ai suoi ragazzi di giocare in quel modo, quindi le sue indicazioni sono state rispettate e l’atteggiamento rinunciatario non è stato un errore ma una precisa scelta, forse discutibile ma che va rispettata, anche se si fatica a comprenderla fino in fondo.

C’è tanto entusiasmo, come al solito, all’Amsterdam Arena per la sfida contro il Milan, in cui i lancieri devono riscattare il poker subito a Barcellona; i rossoneri cercano un risultato positivo, ma sono ancora in piena emergenza proprio quando le cose sembravano migliorare: al rientro di capitan Montolivo si contrappone il nuovo stop di El Shaarawy alla vigilia (microfrattura a un dito del piede, un mese di assenza) e il problema muscolare di Birsa, che si blocca durante il riscldamento e deve lasciare il posto a Poli, con Montolivo che si sposta qualche metro più avanti a fare il trequartista dietro Robinho e Balotelli. Matri va in panchina, Abate torna titolare sulla fascia destra dopo il turno di riposo di sabato e per il resto la formazione è la stessa che ha sconfitto la Sampdoria, perchè Allegri non ha molta scelta in questo periodo sfortunato.

Il primo tempo è sconsolante e si potrebbe tranquilamente saltare, tanto è noioso e quasi privo di emozioni. Parte forte l’Ajax, che pressa e sfrutta l’atteggiamento rinunciatario dei rossoneri: Abbiati deve respingere il tiro di Sighthorsson, vede sfilare a fil di palo la conclusione di Fischer e poi devia in angolo l’insidiosa punizione di Duarte, dopodichè il dominio territoriale degli olandesi non crea altri pericoli perchè il Milan si compatta, si difende con ordine, non lascia altri spazi e per quanto riguarda la fase offensiva…meglio stendere un velo pietoso! Balotelli combina poco, Montolivo è troppo avanzato e dovrebbe arretrare un po’ per cercare di gestire meglio l’azione, visto che De Jong recupera come al solito molti palloni ma non gli si può chiedere di fare il regista e lasciare che siano i due centrali difensivi a far partire l’azione non sembra una buona idea. Più in generale i rossoneri soffrono il pressing e la velocità dei giovanotti olandesi e si intestardiscono a far ripartire l’azione dalla difesa giocando il pallone, favorendo il pressing alto degli avversari e rischiando brutte figure, quando a volte sarebbe meglio lanciare lungo per provare a innescare qualche improvviso contropiede. Il Milan soffre troppo e sembra eccessivamente timido e si spera che, come accaduto sabato, l’intervallo serva a cambiare atteggiamento.

In effetti è così, perchè il Milan della ripresa è decisamente più convinto, propositivo e determinato: prende possesso della metà campo avversaria, strappa il possesso palla agli avversari, alza il ritmo e prova a vincere, affidandosi al solito Balotelli che subisce i soliti falli, prende la solita ammonizione in modo banale per un vistoso fallo sulla trequarti avversaria e mostra il solito nervosismo; evidentemente anche in Olanda sanno benissimo che SuperMario reagisce facilmente alle provocazioni e, quindi, gli interventi ruvidi si sprecano e anche in Europa gli arbitri lo tutelano poco se è vero che un tipino fallosissimo come Poulsen la fa sempre franca anche al ventesimo fallo (non solo su Balotelli ovviamente). Comunque Balo è il più pericoloso del Milan: una sua punizione deviata finisce in angolo e un bellissimo destro a girare sarebbe destinato in rete, ma una provvidenziale e miracolosa deviazione di Cillessen lo manda sulla traversa e la disperazione di Mario è la stessa dei tifosi rossoneri assiepati nel settore ospiti, che stavano già gridando al gol. L’arbitro Eriksson non vede e non sanziona un mani in area, il Milan insiste ma non riesce a bucare una difesa che, come previsto, scricchiola ad ogni affondo. Allegri prova ad inserire Matri al posto di Robinho e poi gioca anche la carta Emanuelson (applauditissimo dal suo ex pubblico) al posto di Poli, ma proprio quando lo 0-0 sembra ormai scontato (e sostanzialmente giusto visto che le due squadre si sono spartite i due tempi), l’Ajax torna pericoloso nel finale: i primi brividi vengono da un gol giustamente annullato per fallo di mano, poi una palla persa banalmente al limite concede un tiro insidioso che Abbiati mette in angolo e sulla battuta del corner arriva la solita dormita difensiva che concede il facile gol di testa a Denswil. Ci sono solo i quattro minuti di recupero a disposizione del Milan per provare a pareggiare e i rossoneri reagiscono rabbiosamente: prima c’è una caparbia azione sulla sinistra di Constant, che mette al centro un insidioso pallone che Abate devia verso la porta, ma un salvataggio sulla linea strozza ancora una volta l’urlo del gol in gola ai tifosi rossoneri, poi arriva l’episodio del rigore, in cui effettivamente sembra che sia Balotelli a tirare giù l’avversario e non viceversa, ma Eriksson concede il tiro dagli ultimi metri e SuperMario dimentica l’errore dal dischetto contro il Napoli nel modo migliore, spiazzando Cillessen e segnando il gol che zittisce l’Amsterdam Arena e regala al Milan un punto prezioso e meritato, anche se la prestazione non è certo stata eccezionale.

Sicuramente sapere che il primo tempo inguardabile è stato giocato così non per errore ma per precisa scelta lascia un po’ interdetti e rende l’idea della modestia attuale di questa squadra, che si sente inferiore ad un Ajax giovane, inesperto e non irresistibile e decide di attenderlo e di lasciarlo sfogare invece di provare ad imporre il proprio gioco e cercare di vincere fin da subito, come dovrebbe fare una squadra che si chiama Milan ed è il club più titolato del mondo. Tutto bene ciò che finisce bene, grazie al solito finale tutto grinta e cuore, ma questo Milan deve fare di più se vuole davvero vivere una stagione da protagonista e non da semplice comprimario in Italia e in Europa.

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