Clausola anti-Milan? No! Anti-Ljajic. Roma, Osvaldo resta. Severgnini, senza il Milan non sa stare

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Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.

10.08.2013 00:00 di Mauro Suma  articolo letto 3087 volte

Avviso ai naviganti: in questa sede siamo fuori dalle acque territoriali del Milan, di Milan Channel e dei mezzi ufficiali rossoneri. Quello che state per leggere non impegna il Milan, non è ispirato dal Milan e non riguarda il Milan. E’ libera e semplice interpretazione. Dunque: per tutta la settimana i quotidiani del Bel Paese hanno lasciato a intendere che la vicenda Ljajic sarebbe stata “stroncata” dalla clausola anti-Milan. E cioè da una clausola inserita nel nuovo contratto che prevede una quota ragionevole per la rescissione in direzione di squadre estere, ma non esercitabile in Italia. Ljajic è un giocatore della Fiorentina e resterà alla Fiorentina, non c’è dubbio, ma quello che lascia basiti è come per tutta una settimana possa circolare sulla libera stampa italiana una tesi che verrebbe cerchiata in rosso dall’Unione Europea. Nooo…non è una clausola anti-Milan, ma una clausola anti-Ljajic. Non esistono vincoli contrattuali che possano indirizzare, e quindi limitare anche geograficamente, la libera circolazione delle persone che lavorano. In questo caso, proprio Ljajic. La clausola limiterebbe il suo futuro professionale, non quello del Milan che continua la sua vita e sa farsi una ragione di tutto dopo tanti anni di grande calcio con grandi campioni e grandi vittorie. Nel libero mercato, certi vincoli, anche se reciprocamente accettati e firmati, sono impensabili. Non solo, sono teoricamente impugnabili il mattino dopo da chiunque e in qualsiasi sede. La libertà di movimento del giocatore è sacra, in territorio europeo. La clausola Ljajic avrebbe lo stesso valore di un’altra clausola di cui si era parlato e scritto, fino a qualche mese fa. E cioè quella relativa a Mario Balotelli. Se lo cede in Italia, il Manchester City deve prendere in considerazione prima l’Inter e parlare con l’Inter, era la tesi. Risulta a qualcuno che ciò sia accaduto? No, perché Balotelli ha potuto liberamente fare ritorno in Italia, presso un Club che ha avuto una libera e normale contrattazione di mercato con la sua precedente società di appartenenza. Così funzionano le cose. Senza guerre sante, ma con la razionalità e il buon senso delle regole del libero mercato e della libera circolazione. E Ljajic non centra nulla: al Milan non viene, così come Honda che arriverà il 1’ Gennaio. Il mercato del Milan, contento di Silvestre, guarda avanti.

E’ arrivato anche Gervinho. Attaccante forte, fantasioso e duttile. E soprattutto esterno. Come Lamela. Che sia l’argentino più giovane quello maggiormente inidiziato di cessione nella calda estate giallorossa? Avere due attaccanti esterni di quel livello per una squadra che non deve giocare ogni tre giorni alla morte, appare un lusso. E l’eventuale partenza di Lamela consentirebbe alla Roma di reinglobare psicologicamente quell’Osvaldo. Già proprio lui. C’è la fila, lo vogliono tutti. Ci sarà un motivo…Osvaldo è un giocatore importantissimo, per carattere e numeri sotto rete. Non trema nelle grandi partite e ama essere caricato di responsabilità. Perché mai la Roma dovrebbe privarsene in una stagione che sogna essere quella del grande riscatto per cuori forti? Se riuscirà a trovare una collocazione a Marco Borriello, altro giocatore importante per colpi e personalità, dal dna simil-Osvaldo, la squadra giallorossa si ritroverebbe davanti con Totti, Osvaldo, Gervinho e Destro. E altre prospettive strategiche aperte sul piano economico dall’eventuale cessione di Lamela. Il quale Erik è un giocatore delizioso, ma ancora cerbiatto, ancora poco continuo. Nonostante la succulenta offerta del Wolfsburg delle ultime ore, l’opzione cessione non appare la migliore ipotesi. Anzi.

Beppe Severgnini sfotte sottilmente ma implacabilmente il Milan da anni, senza aver mai sostenuto un solo contradditorio sul piano sportivo. Perché sui grandi quotidiani italiani nei quali opera e scrive, non c’è nessuno a fargli il controcanto rossonero. Piccolo inciso: chi conosce il sottoscritto sa quanto viva in maniera sanguigna la rivalità calcistica milanese. Ma quando sono ospite a TL e Antenna 3, emittenti milanesi e del Nord Italia in cui questa rivalità è particolarmente radicata e coltivata, mi autoregolamento. Nelle rarissime circostanze in cui non c’è un’ospite interista sto zitto, non parlo dell’Inter. Non lo trovo leale. La rivalità in cui posso dire quel che voglio senza che nessuno mi risponda, è una fuga dal confronto aperto, è un colpo basso a sé stessi. Non a chi si vuol colpire. Comunque sia, quagliamo. Scrive Severgnini in un corsivo su…Moratti-Thohir: “L’A.C. Milan sbaglia, quando dichiara ufficialmente il proprio sostegno al presidente condannato in Cassazione: perché mette la storia al guinzaglio della cronaca, il calcio al seguito della politica, una tifoseria al servizio di una persona. È come se i Moratti, contestati per il progetto di trivellazione ad Arborea, chiedessero il supporto dei tifosi nerazzurri: che c’entra il gas con Guarin?”. Commento: non ho avuto come direttore Vittorio Feltri, ma in tanti anni di cronaca a “Il Giorno”, ogni tanto venivo raggiunto dalle telefonate di Marco Nozza. Al telefono, in un nanosecondo, mi faceva 100 domande su un evento che il piccolo cronista doveva raccontare al grande inviato. E al termine della telefonata, era, enorme Nozza, padrone dell’evento più di chi lo aveva seguito sul campo. Se Severgnini mi avesse omaggiato di una telefonata gli avrei spiegato che: “Il Sito del Milan è del Milan, ma con i suoi contenuti che vengono seguiti da una testata giornalistica appositamente creata. Il cui direttore responsabile si lava le mani solo dal punto di vista igienico. E se a vivere un momento molto difficile è la persona, attenzione Severgnini, la persona, del presidente che per 27 anni ha cambiato, illuminato e rimpinzato di record ed emozioni come mai nessun altro prima la vita di ciò di cui la testata si nutre, e cioè il Milan, dal mondo rossonero non può non arrivare solidarietà. E migliaia di milanisti l’hanno sottoscritta, così come altri, mancherebbe altro, non erano d’accordo. Tutto questo, comunque, senza entrare nel merito, il Sito del Milan non si è permesso, né della politica nè dei processi. Al fianco, non significa supporto. E poi quale supporto “richiesto”? Caro Severgnini, nessuno mi ha chiesto niente e il presidente Berlusconi non sapeva nemmeno che fosse stata pubblicata la nota di solidarietà”. Insomma, informarsi alla fonte è sempre un bene. Anche se, capisco, il farlo significherebbe poi non poter strumentalizzare. Ma, Santo Cielo, una volta tanto, Severgnini non può fare un pezzo sull’Inter scrivendo di Inter dall’inizio alla fine senza il passaggio “obbligato” sul Milan? Una sola volta, una. E poi, scusi Severgnini, anche quando Le chiedono che ora è Lei non ce la fa a non inzuppare nel rossonero, ma non andate dicendo in giro che la vs. vera rivalità è con la Juventus?

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