© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
Ai microfoni di MilanNews.it la prima firma de “La Gazzetta dello Sport” Alberto Cerruti commenta le ultime in casa rossonera, che vedono la conferma di Massimiliano Allegri in panchina
Alberto Cerruti, è d’accordo sulla scelta di confermare Massimiliano Allegri?
“Io sono d’accordo, intanto perché contrario per principio, salvo rare eccezioni, al cambio degli allenatori in corsa, cosa che nel caso del Milan non ha portato grandi risultati in passato. A mio avviso Allegri doveva chiudere con i rossoneri due anni fa quando con Ibrahimovic e Thiago Silva si è fatto superare dalla Juventus regalando ai bianconeri lo scudetto. Poteva essere esonerato a maggior ragione alla fine della stagione scorsa, ma così non è stato e anche se lo ritengo colpevole, ma come altri non credo che sia saggio sollevarlo dall’incarico adesso”.
A posteriori era meglio per Allegri scegliere la Roma a fine stagione
“Io penso che Allegri abbia sbagliato a rimanere e il Milana confermarlo. Allegri ha deciso di restare per orgoglio e la società l’ha confermato per pigrizia, per non spendere tanti soldi e non potendo lanciare subito Seedorf come avrebbe voluto Berlusconi”.
A questo punto ci ritroviamo con un tecnico delegittimato in ogni caso, da qui a fine stagione
“Situazione antipatica che non giova a nessuno, però credo che dei grandi professionisti debbano dare il meglio fino all’ultimo giorno. Trapattoni nel 1986 sapeva di chiudere con la Juventus dopo 10 anni e la società sapeva che sarebbe andato via. Lui ha vinto lo scudetto all’ultimo anno. Lo stesso Capello nel 1996 sapeva che sarebbe andato via e l’ha fatto vincendo il titolo, il quarto in cinque anni. I professionisti come Allegri e i dirigenti debbano dare il meglio senza l’alibi dell’addio”.
La situazione di Allegri sembra legata a quella di Galliani, che ha voluto fortissimamente la conferma del tecnico. Crede che il destino dell’ad rischi di compromettersi?
“Penso che il destino di Galliani sia segnato a prescindere. Mi dispiace molto perché nei 27 anni gli errori che ha commesso sono stati sono stati di gran lunga inferiori ai meriti che ha avuto”.