ESCLUSIVA MN – Galeone: "Allegri è riconoscente al Milan. Ultimo anno in rossonero, a meno di clamorose svolte"

© foto di Alberto Lingria/PhotoViews

Ai microfoni di MilanNews.it Giovanni Galeone, ex tecnico di Massimiliano Allegri ai tempi di Pescara, Perugia e Napoli, parla della situazione legata al tecnico livornese e dice la sua sul momento generale dei rossoneri.

Giovanni Galeone, un Milan decisamente inferiore alle attese. Si aspettava una partenza simile?

“Non così ad handicap. Certamente questa serie di infortuni che ha colpito il Milan ha penalizzato, ma non mi sarei aspettato certe scelte di mercato che adesso fanno sentire il loro peso. Parlo di Boateng, per fare un nome. Un inizio persino peggiore dell’anno scorso, il che è tutto dire. L’anno scorso la squadra si è ripresa ed è stata protagonista di una bella rimonta, ma chi stava davanti, Juve a parte, andava piano. Stavolta sono in tante ad andar forte, già è lontanissimo il quarto posto e a oggi farei fatica a collocare il Milan tra le prime 5, anche perché non credo che squadre come Roma, Inter, Napoli e Fiorentina possano andare in crisi. A oggi, se va bene, vedo il Milan sesto”.

I tifosi, a proposito di mercato, non avevano tutti i torti a palesare malumore

“Ribadisco che gli infortuni hanno condizionato molto, in più sono sfuggite un paio di occasioni, tra cui quella di Tevez di due anni fa che credo sia la più clamorosa. Se il Milan l’avesse ingaggiato sarebbe cambiata la storia, anzitutto avrebbe vinto al 99% quello scudetto. Di conseguenza Ibrahimovic e Thiago Silva sarebbero rimasti e con 2 scudetti consecutivi la storia del Milan sarebbe cambiata. Ora c’ da ricominciare, ricucire ed essere accorti. A partire dai giovani.  Vedere se ragazzotti come Niang o Saponara hanno futuro. C’è da vedere cosa offre il settore giovanile, ricostruire e nel frattempo conquistare posizioni in classifica”.

Oltre alla storia del Milan sarebbe cambiata la storia di Allegri, da troppo tempo in bilico e con il futuro a fine stagione che appare segnato

“Allegri è in scadenza di contratto, ma 4 anni di Milan non sono pochi e lui ha ottenuto un primo, secondo e terzo posto: non male. Certo, avrebbe meritato di più nel secondo anno e nel terzo è stato condizionato dalla partenza ad handicap. Adesso, a meno di clamorose svolte, sarà il suo ultimo anno al Milan. Poi per carità le cose possono cambiare nell’arco del tempo e Berlusconi stesso non credo possa rimanere insensibile in caso di evidenti miglioramenti della squadra. Tra l’altro non c’è nessuna rottura di rapporto tra presidenza e Allegri e Max stravede per il Milan, come chiunque. D’altronde la società è fantastica e ha un’organizzazione formidabile, con una storia incredibile specie negli ultimi 25 anni. Quando ho parlato con Allegri era così, poi che sia messo in discussione succede ed è normale che lo sia. Detto questo ci sono anche delle concause che non dipendono solo da lui”.

In estate sembrava prossimo il passaggio di Allegri alla Roma. Forse era meglio lasciare proprio in quel momento?

“Allegri è arrivato al Milan dopo due anni di Cagliari e credo che Max debba molto al Milan. I rossoneri devono molto a lui ed esiste la riconocenza, sebbene si dica che nel calcio non c’è. Io ad esempio sono e sarò riconoscente al Pescara, così come Allegri lo è al Milan. Se mi chiede se avesse fatto bene a scegliere in estate la Roma io dico che Allegri aveva un contratto in essere con i rossoneri e ha giustamente lasciato al Milan la decisione. Io come dipendente lascio che il mio presidente prenda la decisione, non io. Per rispetto e riconoscenza nei confronti del mio club”.

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