Il Milan in una fase di passaggio. Analogie con un’estate di 12 anni fa. No a Kozak, si a Petagna ma la meglio gioventù non basta

Nato a Milano, dopo i trascorsi a Radio Peter Flower e TeleLombardia, è approdato a Mediaset come inviato prima e telecronista delle partite del Milan poi. Volto noto di Milan Channel, opinionista per Odeon TV è anche azionista del club.

Sono le otto di una sera d’estate. Il vento ,che arriva dal mare, agita le bandiere che sventolano sopra le cabine. Il sole sta calando dietro la montagna alle spalle della riviera marchigiana . E’ l’ora ideale per correre sulla spiaggia . Una corsa lenta per consumare un po’ di calorie , dopoqualche pacchero di troppo, stando attento, come mi ha insegnato il figlio di Esculapio, il seguace di Ippocrate, il maestro Rudy Tavana, a non bruciare troppo acido lattico. Come colonna sonora non certo la musica degli “One Direction” trasmessa, via cuffia, da un iPhone di qualche ragazza che mi vola via ad andatura più veloce ma piuttosto lo sciabordio del mare, lento ,quasi stanco alla fine della giornata. Improvvisamente un flash. Mi volgo verso un bagnino che sta battendo le sdraio per togliere la sabbia giù umida, quando la mente torna indietro di dodici anni ,nella estate del 2001. Stessa corsa lenta, stessa battigia, stessa atmosfera di un tardo pomeriggio di estate. Mentrecorrevo, un addetto al bagno numero 71, riconoscendomi, mi urlava, con un accento non marchigiano, ma piuttosto, mi sembra di ricordare, toscano :”Grande acquisto, grande acquisto Rui Costa! Non potete immaginare quanto sia bravo!”.Era una estate, quella, piena di promesse per un Milan che aveva acquistato splendidi campioni come Pippo Inzaghi, Andrea Pirlo e il Musagete, l’ispiratore delle Muse, l’immenso Rui Costa. Insomma in quei giorni caldi di una estate ormai lontana, la società rossonera stavamettendo le basi di un gruppo che ci avrebbe regalato sette anni indimenticabili, magnifici, luminosi.

Sono passati già dodici estati, ma soprattutto si è purtroppo aperta un‘epoca totalmente differente, figlia di anni martoriati, complicati, urfidi, maledetti.

Il Milan non ha effettuato acquisti spettacolari ma io invece sì. Tre bellissimi libri che mi hanno tenuto compagnia sotto l’ombrellone. Una storia che racconta di un quadro misterioso, ”L’astrologo” di una scrittrice spagnola. Il l giallo oggi più letto al mondo, scritto benissimo da un giovane svizzero di ventotto anni, Joel Dicker, “La verità sul caso di Harry Quebert “ un page turnerdi quasi 800 pagine ricco di colpi di scena che si divora in tre giorni. Perfinire, un romanzosull’autore di Sherlock Holmes, Sir Arthur Conan Doyle. Iltitolo è “L’uomo che odiava Sherlock Holmes“scritto dal più famoso esperto dell’opera di Conan Doyle, Graham Moore. Proprio a pag 290 di quest’ultimo romanzo, ho letto una frase ,che mi è rimasta nella mente. Conan Doyle era ospite del suo amico Bram Stoker, l’autore di “Dracula“, che aveva installato nel suo appartamento fra i primi, a Londrain quel dicembre 1900, la luce elettrica. “E’ la fine di un’epoca –dichiarò Bram- E l’inizio di una nuova .Il ventesimo secolo !”….“Forse –aggiunse Arthur-a rattristarmi non è lo scorrere del tempo, ma la curiosa sensazione di percepirne il passaggio “…. “ Ma credo che abbiate ragione –proseguì Bram –Non vedo come un uomo possa sentire gli occhi che bruciano davanti alla luce elettrica enon avvertire l’improvvisa palpabilità della storia!”

I tifosi del Milan, ma non solo quelli che amano i colori rossoneri, stanno proprio vivendo, anzi percependo,questo momentodi passaggio tra la grandeur passata e il realismo di questo secondo decennio del secolo, fase che nasce dal mercato e che poi si proietta sullo spettacolo in campo. Razionalità e attenzione nelle spese non significano mancanza di vittorie o di futuri successi. Chi vuole beneperò aquesti colori della gloria,deve vivere questo periodo , speriamo momentaneo ,con fiducia e pazienza ,in palpitante attesadi anni ancora ricchi di successi, sempre con la stessapassione ed affetto, riversatesuquel grande Milan di inizio terzo millennio. Una società ed una squadra dallo stesso unico, fortunatodenominatore comune, da 27 anni e per gli anni a venire, il Suo Presidente, Silvio Berlusconi. Affetto che si sta traducendo in una grande attesa per la doppia sfida contro il PSV. Lo percepisco anche qui nelle Marche.Le tribune di San Siro saranno piene di tifo e di bandiere ,che arriveranno da tutta Italia il prossimo ventotto agosto, giorno del ritorno del play off contro gli olandesi. Sono quelle partite che ti rimangono dentro, che ti regalano sensazioni uniche e forti, che ti portano,alla mente ed al cuore , vecchi e memorabili ricordi , quei match ,all’ultimo respiro,,che nessuno ha mai dimenticato. Non interessa in quei novanta minuti chi è …dentro quelle maglie, ma fondamentale saràl’attimo quando una maglia rossonera si abbraccerà con un‘altra per festeggiare il gol.Fra una settimana, passato anche questo Ferragosto 2013 e affrontata l’andata ad Eindhoven,sapremo su quali basi poggeranno le nostre speranze di passare il turno e presentarsi all’urna più prestigiosa di Montecarlo.

Probabilmente con il giovane Petagna, e solo con lui, come alternativa a Balotelli ,in attesa che torni, fra due mesi, “Scacco Pazzo “ Pazzini . Io, in generale,non sono molto favorevolesolo alla meglio gioventù,ma pensare che il Milan possa pagare otto milioni di euro per il pur potente Kozak, attaccante della Lazio, o perun giocatore dalle stesse qualità fisiche ed… economiche,mi sembra fuori dai canoni imposti ed autoimpostosi da Adriano Galliani. Comunque aspettiamo le ultime mosse di mercato, se ci saranno. Nonmi sembra comunqueuna scelta sbagliata puntare sul promettente “Castagna “ Petagna. Allegri crede molto in lui,,con lasperanza, sua e nostra,che si trasformi presto in un più prezioso e più dolce “Marron Glacè”.

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