Il Milan non si rianima, nonostante Kakà

02 Nov 2013 20:45
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MILAN-LAZIO, IL MIGLIORE IN CAMPO

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Solo un pareggio per i rossoneri contro la Lazio: buon primo tempo, poi nella ripresa arriva il gol gioiello di Kakà, ma anche l’ennesima amnesia difensiva che impedisce ai rossoneri di trovare la vittoria.

31.10.2013 01:05 di Davide Bin  articolo letto 142 volte

© foto di MASCOLO/PHOTOVIEWS

La svolta è ancora lontana e intanto anche il terzo posto si allontana sempre di più; questo è l’amaro verdetto alla fine di Milan-Lazio, una partita che i rossoneri hanno dominato nel primo tempo, peccando di imprecisione davanti alla porta, ma non consentendo nemmeno un tiro pericoloso a una Lazio troppo rinunciataria; nella ripresa è arrivato il bellissimo gol di Kakà, che ha impreziosito ulteriormente una prestazione sontuosa del “figliol prodigo” e che avrebbe potuto essere decisiva se non fosse arrivata un’altra amnesia difensiva a vanificarla; come al solito la retroguardia rossonera è andata in tilt su un pallone alto spiovente in area, si è dimenticata di marcare Ciani che ha potuto battere il poco reattivo Gabriel e alla fine il Milan è calato vistosamente, non è più riuscito a cercare la vittoria e ha corso anche qualche brivido nel finale. Il pareggio serve davvero a poco e fa proseguire l’agonia di una squadra che gioca sotto ritmo, non riesce ad imprimere accelerazioni vincenti e fatica tremendamente a costruire azioni belle e efficaci. Balotelli ancora sotto tono, mentre abbiamo ammirato un sontuoso Kakà, che ha trascinato la squadra, è stato l’attaccante più pericoloso e ci ha messo grande impegno; un vero esempio per tutti i compagni, peccato che molti non l’abbiano seguito…

Allegri ritrova De Sciglio ma perde Silvestre e deve schierare l’ennesima difesa diversa, con Zaccardo a far coppia con Zapata al centro e il giovane nazionale italiano sulla sinistra al posto di Constant, disastroso a Parma; a centrocampo c’è Muntari insieme con i soliti Montolivo e De Jong, mentre in attacco il centravanti è Balotelli e ai suoi fianchi agiscono Kakà e Birsa, perchè ormai il 4-3-3 sembra il modulo scelto da Allegri dopo tante prove. Poco pubblico a San Siro e non potrebbe essere altrimenti: si gioca di mercoledì sera, c’è pure brutto tempo e il rendimento del Milan sta deludendo i tifosi: in effetti si tratta di una sfida fra deluse, perchè anche la Lazio non sta ripetendo la scorsa brillante stagione e il confronto con la capolista Roma è impietoso per l’altra squadra della Capitale. Il Milan deve assolutamente trovare la vittoria, perchè questa partita può davvero essere l’ultimo appello per una rincorsa verso il podio già molto complicata.

I rossoneri partono bene e Balotelli sembra essere pimpante e motivato a dovere dalla sostituzione di Parma: è sua la prima conclusione verso la porta di Marchetti, un rasoterra angolato che il portiere laziale deve deviare a mano aperta. Il Milan spinge sull’acceleratore, pressa alto e mantiene il possesso palla; Abate scodella al centro un pallone invitante ma nè Muntari nè Balotelli riescono ad impattarlo in piena area, poi piano piano lievita anche la prestazione di Kakà, che diventa protagonista assoluto: tiro centrale parato da Marchetti, conclusione alta sopra la traversa e bel diagonale rasoterra che sfiora il palo lontano; tutto in pochi minuti e tanto basta per accendere l’entusiasmo del popolo rossonero, che ha ritrovato il suo antico eroe, capace di essere nuovamente protagonista. La Lazio combina pochissimo in avanti e si limita a chiudersi con ordine, mentre il Milan ha il dominio territoriale ma, Kakà a parte, fatica a trovare la via della porta, anche perchè spende molte energie e ciò pregiudica la lucidità. Kakà sembra predicare nel deserto della pochezza tecnica dei compagni e l’emblema è un delizioso colpo di tacco a smarcare Muntari che il ghanese spreca con un controllo sbagliato. Da sottolineare anche la solita prestazione tutta grinta di De Jong, che fa muro davanti alla difesa, sradica e recupera palloni e prova a far ripartire l’azione, meritandosi gli applausi convinti del popolo rossonero; anche Montolivo sembra ispirato, ma le belle notizie finiscono qui, perchè sulle fasce Abate è in giornata no e De Sciglio è in comprensibile ritardo di condizione e in attacco Balotelli si spegne subito dopo il promettente avvio e Birsa gioca un’altra partita anonima; sospeso il giudizio sulla coppia centrale Zapata-Zaccardo, in attesa che la Lazio provi ad impensierirla. Il primo tempo si chiude senza gol ed è un peccato, perchè il Milan avrebbe meritato qualcosa in più, ma evidentemente sta davvero attraversando un periodo delicato in cui tutto va storto.

Allegri conferma in avvio di ripresa la squadra del primo tempo che, evidentemente, lo ha soddisfatto nonostante l’assenza di reti segnate; niente sostituzioni, mentre Petkovic cambia qualcosa e, soprattutto, la sua squadra cambia un po’ atteggiamento e comincia a farsi vedere in area rossonera, ma fortunatamente Klose sbaglia incredibilmente un controllo davanti a Gabriel e un’occasione potenzialmente pericolosissima sfuma. La Lazio torna presto timida e placida, il Milan torna ad attaccare e arriva il meraviglioso gol del vantaggio, siglato da Kakà che riceve palla da Balotelli, si accentra e dal limite dell’area fa partire un destro a giro che non lascia scampo a Marchetti e si infila all’incrocio. Delirio a San Siro per la bellezza del gol e per chi l’ha realizzato, dimostrando di essere sulla strada buona per tornare, se non quello del 2007, almeno una sua copia abbastanza fedele; il coro in suo onore sale alto nel cielo di San Siro nonostante il poco pubblico e sembra davvero di essere tornati indietro nel tempo. La Lazio non reagisce certo con veemenza e l’errore del Milan è quello di non cercare con insistenza il gol del raddoppio che potrebbe chiudere la partita; affiora un po’ di stanchezza, c’è meno lucidità e si manifestano i tanti difetti attuali di questo Milan, come ad esempio il nervosismo crescente di Balotelli, che si fa ammonire per proteste (settimo cartellino giallo in dieci giornate, alla media di uno a partita visto che è rimasto fuori tre giornate per squalifica) e, soprattutto, l’amnesia difensiva che vanifica gli sforzi fatti per segnare il gol del vantaggio: il solito pallone alto spiovente in area manda in tilt l’intero reparto, Zapata rimane immobile ad ammirare Ciani che di testa beffa Gabriel. Tutto da rifare senza molto tempo a disposizione; Allegri corre ai ripari togliendo l’anonimo Birsa e il pasticcione Muntari (fischiato da parte del pubblico) e inserendo Poli e Matri, ma la mossa non rianima un Milan colpito nel morale dal pareggio subìto e poco lucido. Addirittura è la Lazio ad andare più vicina al gol vittoria con Klose e il nuovo entrato Floccari, ma una sconfitta sarebbe stata davvero troppo per un Milan generoso e che nel primo tempo ha fatto vedere buone cose. Allegri nel finale toglie lo stanco Kakà e gli concede la standing ovation del pubblico di San Siro; al suo posto entra l’amico Robinho che si fa notare solo per un tiraccio alle stelle sui titoli di coda dell’ennesima partita deludente di un Milan fischiato dai suoi tifosi. I rossoneri rallentano ancora, là davanti, invece, si corre spediti e pensare che questa squadra possa recuperare tredici punti a Juventus o Napoli è davvero troppo anche per il più inguaribile degli ottimisti. Il primo tempo ha illuso, qualcuno, come al solito, ha deluso e il solo Kakà non può bastare, anche se in questo momento è lui il vero trascinatore, con la sua classe, con la personalità che manca ad altri, con l’esempio che dà ai compagni, con l’impegno che ci mette e con l’esperienza di chi sa come si fa a vincere e a raggiungere grandi traguardi, cosa che a questo Milan non riesce proprio, perchè un lampo nel buio non basta a illuminare la scena.

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