Inizia la Champions per un Milan a pezzi

18 Set 2013 20:45
UEFA Champions League 2013-2014

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TORINO-MILAN, IL MIGLIORE IN CAMPO

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I rossoneri devono sfidare il Celtic ma anche fronteggiare le tante assenze che rendono ancor più difficile l’esordio nel girone di Champions League.

18.09.2013 01:31 di Davide Bin  articolo letto 388 volte

© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport

Una partita di Champions League è sempre difficile e ostica, qualunque sia l’avversario, perchè in un girone di quattro squadre non si possono commettere troppi passi falsi, visto che ci sono poche occasioni per recuperare, contrariamente al campionato in cui le partite sono tante e si possono ammortizzare meglio le conseguenze di uno o più scivoloni, come avvenuto proprio al Milan nella scorsa stagione. Ecco perchè sarebbe fondamentale partire bene nel girone di Champions, perchè il Milan gioca in casa contro il Celtic, uno dei due avversari (l’altro è l’Ajax) sui quali bisogna fare la corsa per la qualificazione agli ottavi, presumendo che il Barcellona sia la compagine più forte del girone e favoritissima per qualificazione e primo posto. Purtroppo, però, il Milan arriva alla prima sfida del girone di Champions con tantissimi problemi, dovuti alle numerose assenze in ogni reparto; quella che alla vigilia della partita di Torino era un’emergenza solo difensiva si è propagata come un virus anche agli altri reparti: El Shaarawy fermato da un infortunio muscolare proprio poche ore prima della sfida contro i granata, Montolivo e Kakà bloccati da problemi muscolari durante la partita dell’Olimpico, Poli acciaccato per una forte contusione (ma fortunatamente può giocare ed è stato convocato). Allegri si ritrova con molti assenti e l’infermeria è più frequentata del campo di allenamento di Milanello; molti si sono sbizzarriti a costruire una formazione composta dagli infortunati in casa rossonera e bisogna ammettere che è davvero una bella squadretta e sarebbe molto competitiva.

Fortunatamente fra le doti di Allegri c’è quella di non piangersi addosso e di cercare di pensare sempre positivo: undici titolari da mandare in campo ce li ha, qualche alternativa in panchina rimane e poi si completerà la lista con i giovani della Primavera. Bisogna fare di necessità virtù e si deve comunque cercare di battere il Celtic, avversario ostico ma non irresistibile e che solitamente è più pericoloso quando gioca fra le mura amiche piuttosto che in trasferta, ma dobbiamo ricordare che nella scorsa stagione ha fatto soffrire e non poco proprio il Barcellona, quindi servirà massima attenzione e concentrazione a maggior ragione viste le tante assenze che impoveriscono ogni reparto della squadra. In situazioni come questa diventa ancor più importante il sostegno del pubblico, che può davvero diventare il dodicesimo uomo in campo per dare una mano agli altri undici; San Siro dovrebbe essere discretamente pieno, perchè la campagna dei miniabbonamenti è andata bene e ci potrebbero essere addirittura 60000 spettatori sugli spalti; ci vorrà l’urlo della Sud, ci vorrà la voce di tutto lo stadio per caricare i ragazzi e trascinarli alla vittoria superando tutti gli ostacoli e i problemi che stanno caratterizzando questo inizio di stagione; al resto ci penserà la musichetta della Champions, quella che mette i brividi e dà la carica; il Milan ha sofferto e lottato molto nella scorsa stagione per tornare ad ascoltarla e ora cercherà la giusta ispirazione perchè il Milan, nonostante ora sia rinnovato e ringiovanito, deve mantenere la sua vocazione europea.

Il Milan è reduce da prestazioni e risultati contraddittori: positivo il doppio impegno di play-off di Champions contro il PSV; pessimo, sotto tutti i punti di vista, l’esordio in campionato a Verona; buona la prima partita casalinga di campionato contro il Cagliari e poi ancora deludente la prestazione di Torino, dove almeno è arrivato un rocambolesco, insperato ma positivo pareggio, che darà morale alla squadra per il modo in cui è arrivato. All’Olimpico i giocatori sono stati bravi a crederci fino alla fine e a non mollare nonostante la partita sembrasse ormai persa, ma 87 minuti di prestazione deludente e sconsolante hanno preoccupato non poco il popolo rossonero. Giocando in quel modo sarebbe davvero difficile vincere contro il Celtic e per questo servirà un Milan molto diverso, nonostante le tante assenze che impoveriscono il tasso tecnico della squadra. Sarebbe stata preziosa l’esperienza e la classe di Kakà, anche a mezzo servizio, perchè lui sa come si fa a giocare e vincere in Champions e, più nello specifico, sa anche come si fa a segnare contro gli scozzesi, visto che un suo gol nei tempi supplementari fu decisivo nella sfida degli ottavi di finale della Champions League 2006-2007, poi vinta nella finale di Atene. Invece anche lui resterà a guardare i compagni giocare, lottare, soffrire e speriamo almeno di poter gioire alla fine, perchè sarà anche un Milan incerottato e rimaneggiato, ma sicuramente ci metterà cuore, grinta e determinazione, come è successo contro il PSV. Ci vorrà una notte da Milan e toccherà agli elementi più rappresentativi della squadra trascinare il resto del gruppo: ci aspettiamo una grande prestazione da Balotelli, giovane ma già con esperienza internazionale, ma anche da Mexes, De Jong, gente che in quanto a grinta non è seconda a nessuno; e poi c’è un certo Matri che il Celtic lo ha incontrato ed eliminato nella scorsa stagione quando giocava nella Juventus e altri elementi di esperienza anche internazionale come Nocerino, Muntari, Zapata, lo stesso Zaccardo che, non a caso, è un campione del Mondo del 2006. Insomma nemmeno questo Milan con tante assenze è poi da buttare via e può bastare per battere gli scozzesi, a patto di giocare da Milan, senza paura, senza timori e con grande voglia di onorare quella maglia sulla quale c’è scritto “il club più titolato al mondo”, cioè un club che non deve avere paura del Celtic; forza vecchio cuore rossonero, perchè mai come in quest’occasione ci vorrà grande cuore per superare ogni difficoltà e iniziare nel migliore dei modi il cammino europeo, che speriamo sia il più lungo possibile!

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