Fonte: di S. Bernabei per TMW
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
Dalla seconda metà di febbraio si farà sul serio. Non che nei gironi di qualificazione si siano viste squadre arrendevoli, ma il livello degli ottavi di finale di Champions League garantisce gol, spettacolo e incontri mozzafiato. Il Milan sarà l’ultimo baluardo italiano in mezzo a 4 squadre inglesi, 4 tedesche, 3 spagnole e una francese, una russa, una greca e una turca. Di seguito, passo dopo passo, cercheremo di raccontarvi i punti di forza e le carenze principali delle 16 regine d’Europa.
Milan – La squadra di Allegri stenta in campionato ma il famoso “dna europeo” dei rossoneri potrebbe fare la differenza. In più, l’arrivo di Rami e quelli possibili di D’Ambrosio e Nainggolan consegneranno al tecnico ottime varianti per l’undici titolare. Perso il campionato, la Champions resta l’unico vero obiettivo stagionale: gare del genere sono benzina per Balotelli e compagni, che dovranno sopperire alle carenze tecniche della rosa con la mentalità vincente palesata anche nel girone. Basterà per eliminare la capolista della Liga assieme al Barcellona?
Atletico Madrid – I desideri di molti rossoneri sono stati esauditi: l’Atletico Madrid, almeno sulla carta, sembra una squadra più abbordabile rispetto a corazzate come Bayern Monaco, United o PSG. I nomi in rosa non sono sicuramente così altisonanti come quelli dei club sopracitati, ma l’alchimia creata nello spogliatoio dal Cholo Simeone è un fattore che, almeno nella Liga, sposta gli equilibri. Se a questo ci aggiungiamo la presenza di Diego Costa, pichichi del campionato con un gol in più di Cristiano Ronaldo, ecco che l’impegno assume tratti tutt’altro che agevoli.
Manchester City – Manuel Pellegrini ha portato gioco e gol nell’ex squadra di Mancini. La continuità resta ancora una chimera, ma le qualità dei singoli non possono far altro che intimorire gli avversari di turno. L’infortunio di Aguero complica un po’ i piani dei Citizens, ma se il Kun dovesse recuperare il Barça avrà di che preoccuparsi. Per una conferma, basta chiedere ai campioni del Bayern Monaco.
Barcellona – Sulla squadra più vincente degli ultimi anni c’è forse poco da dire, ma l’infortunio di Leo Messi, più che quello di Aguero, rischia di dare una piega particolare alla doppia sfida. Messi dovrebbe rientrare verso la metà di gennaio, e avrà quindi un mese a disposizione per tornare in forma, ma di fronte a problemi muscolari come quello della Pulce non si è mai tranquilli al 100%. Di una cosa, però, siamo certi: questa sarà una delle sfide più entusiasmanti del turno e probabilmente dell’intera Champions League.
Bayer Leverkusen – Stefan Kiessling e Lars Bender sono le star della squadra di Sami Hyypia, che dietro ai due top player ha ottimi giocatori come Sidney Sam, Heung-Min Son, Emre Can ed il nostro Giulio Donati, oramai diventato titolare nell’undici delle Aspirine. Il gap tecnico, da qualunque lato lo si guardi, appare davvero troppo ampio, ma i tedeschi mettono grande cuore in campo e le motivazioni, quando sei fra le prime 16 d’Europa, svolgono una parte importante nel singolo evento.
PSG – Ibrahimovic, Cavani, Thiago Silva, Lavezzi, Thiago Motta. Sono tante le stelle del club parigino in grado di vincere le partite da sole. Ibra e Cavani, forse la coppia gol più forte di tutta Europa, hanno trovato la giusta intesa fin da subito, ed il fatto che lo svedese sia partito alla grande anche in Champions (oltre che in campionato) candida di diritto la squadra di Blanc alla vittoria finale. In generale, comunque, l’essere nelle coppe europee da pochissimi anni potrebbe essere considerata una carenza importante in termini di esperienza.
Arsenal – Arsene Wenger, dopo anni di vittorie sfiorate, questa stagione vuol far saltare il banco, e le possibilità ci sono tutte. L’arrivo di Ozil ha portato qualità, esperienza e appeal nei Gunners, squadra che ha nel centrocampo il reparto di maggior qualità. La stagione di Ozil, Ramsey, Wilshere e co. è da considerarsi ottima fino ad ora, ma nelle ultime settimane alcuni interpreti sono sembrati in riserva. Se come sembra il mercato di gennaio dovesse portare un attaccante di primissima fascia, allora l’Arsenal potrà mettere in grossissima difficoltà i campioni in carica.
Bayer Monaco – Fisicamente è senza dubbio la squadra più forte d’Europa. Tecnicamente, una delle migliori. Se a questo ci aggiungiamo un gioco di Guardiola sempre più rodato, ecco che i bavaresi salgono di diritto sul podio dei candidati alla vittoria finale. Il rischio, se così possiamo chiamarlo, è quello di avere la pancia piena dopo l’abbuffata dello scorso anno, ma in tal senso Pep Guardiola sembra davvero la giusta garanzia. Di certo, sarà una delle sfide imperdibili delle notti di Champions.
Zenit – Le spese ai limiti del buon senso hanno portato grandi giocatori allo Zenit negli scorsi anni. Hulk, Arshavin, Kherzakov, Danny, Witsel, Criscito e Ansaldi sono solo alcune delle stelle a disposizione di Luciano Spalletti volute per dare l’assalto all’Europa che conta. A livello di nomi lo Zenit è sicuramente un top club, ma i recenti dissidi interni con obiettivo il tecnico toscano potrebbero aver minato irrimediabilmente la pace nello spogliatoio russo.
Borussia Dortmund – I vice campioni d’Europa vogliono riprovarci. Guidati da uno dei migliori tecnici a livello europeo, i tedeschi possono vantare fra le proprie fila giocatori di assoluto talento come Lewandowski, Reus, Mkhitaryan Hummels, Subotic, Gundogan, Sahin, Aubameyang e Blaszczykowski, quelli cioè in grado di guidare la squadra fino alla finale contro il Bayern. Gli infortuni contemporanei di Hummels e Subotic, i centrali titolari, hanno messo in difficoltà Klopp, ma almeno il primo potrebbe recuperare per gli ottavi contro lo Zenit.
Olympiakos – Tantissimi buoni giocatori ma nessuna stella. La squadra greca, almeno sulla carta, è la compagine più debole delle 16 arrivate agli ottavi, ed immaginarla vittoriosa contro i Diavoli Rossi appare oggettivamente un lavoro ostico anche per le più spiccate immaginazioni. Mitroglou è senza dubbio il giocatore più pericoloso: segna gol a ripetizione, anche se il livello del campionato ellenico non è chiaramente come quello della Champions. Poi un meltin pot di etnie e nazionalità, di ex grandi giocatori e vecchie conoscenze del calcio italiano: Saviola, Miguel Torres, Alejandro Dominguez, Vladimir Weiss, Paulo Machado e il giovane talento serbo Marko Scepovic.
Manchester United – David Moyes non ha portato la continuità sperata dopo l’addio di sir Alex Ferguson. Il neo tecnico dello United, come dimostra il ritardo in campionato, non ha ancora trovato la quadratura del cerchio, ma l’abitudine di campioni come Rooney, Van Persie, Vidic e Giggs a giocare certe partite sono un’arma potentissima nelle sue mani. L’infortunio di Fellaini, il centrocampista voluto da Moyes, aprirà quasi sicuramente ad una nuova entrata nel mercato invernale, che potrebbe sistemare una zona mediana apparsa troppo spesso senza idee e soluzioni. Con un attacco come quello dei Red Devils, però, è difficile pensare ad un’eliminazione negli ottavi.
Galatasaray – I giustizieri della Juventus, dopo l’inaspettata qualificazione agli ottavi, vogliono continuare a stupire. L’essere “tornati in vita” quando tutto sembrava spacciato ha dato energia alla squadra di Mancini, che dalla sua ha campioni del calibro di Drogba e Sneijder e ottimi interpreti come Melo, Yilmaz ed Eboue. Contro il Chelsea sarà sicuramente una bella sfida, anche se la poca esperienza di alcuni giocatori potrebbe penalizzare i campioni di Turchia. Che però, ancora una volta, potrebbero avere il meteo dalla loro parte…
Chelsea – Mourinho ha dato il via alla rifondazione dei Blues: le qualità dei singoli non sono assolutamente in discussione, ma il gioco corale ancora latita e l’assenza di un bomber “alla Drogba” si fa sentire. Se il mercato di gennaio regalerà un centravanti importante allo Special One, però, la differenza tecnica fra le due squadre verrebbe ulteriormente accentuata. La presenza in panchina del portoghese, poi, è spesso sinonimo di riuscita, almeno in Champions League.
Schalke 04 – Sesta in campionato, la squadra di Gelsenkirchen ha sfruttato al meglio il girone agevole piazzandosi alle spalle del Chelsea. Draxler, Boateng, Huntelaar e Farfan sono le insidie maggiori per gli uomini di Carlo Ancelotti, ma il resto della rosa non sembra attrezzato per tenere testa ai Galacticos. La sfida del Bernabeu appare proibitiva, il Real in casa è uno schiacciasassi, ma alla Veltins-Arena, col caldo pubblico di casa, può succedere di tutto.
Real Madrid – Cristiano Ronaldo è la star, l’uomo in grado di vincere le partite da solo nonché il probabilissimo prossimo vincitore del Pallone d’Oro. Solo questo basta per far pendere l’ago della bilancia dalla parte dei Blancos, che dopo i primi mesi di rodaggio adesso sembrano entrati in piena sintonia con mister Ancelotti. Il rischio, come spesso succede in questi casi, è quello di sottovalutare l’avversario, possibilità sempre presente in una doppia sfida da dentro o fuori in cui per valori tecnici una squadra è nettamente più forte di un’altra. La voglia di conquistare la Decima però è tanta…