Lucci, responsabile Curva Sud: "Serve un passo indietro oppure il tifo si ridurrà a popcorn sul divano"

© foto di Pietro Mazzara

Luca Lucci, responsabile della Curva Sud Milano, ha rilasciato un’intervista a senzabarcode.it. Si è parlato della posizione della Curva rossonera dopo la decisione del Giudice Sportivo e la chiusura dell’intero stadio per la gara tra Milan e Udinese.

Cosa ne pensa, come tifoso in primis e come responsabile della Curva, di questa decisione ?

Come successo alla Curva Sud in occasione di Milan-Samp, così accade per l’intero stadio e quello che rimane da fare è ribadire il concetto: la decisione è tanto folle quanto ridicola, frutto di una mis-interpretazione della legge contro il razzismo del tutto fuori luogo. Il coro “Noi non siamo napoletani!” non è né discriminatorio né offensivo in senso lato nei confronti di alcun cittadino; è un comunissimo sfottò da stadio, assodato nella cultura calcistica e proposto da più vent’anni dalla nostra tifoseria. Mi chiedo, piuttosto, come sia possibile che questo teatrino sia ancora in piedi e abbia anzi sempre più eco! Com’è possibile, infatti, che dopo tanti anni una bella mattina un giudice si sveglia, decide che da quel momento in poi un coro da stadio fatto e rifatto non va più bene, inizia a sparare a zero su una tifoseria (additandola come razzista, tappandole la voce, predisponendo misure ad-hoc per screditarla e allontanarla dallo stadio) senza che nessuno si chieda  “perché?!?!”, senza che nessuno si ponga il problema “che cosa sta succedendo?!?!” e senza che nessuno pensi “dove stiamo finendo?!?!”.

La curva, nel suo comunicato, ha parlato di libertà, e non di appartenenza politica. Ci tenete molto a sottolineare questa cosa?

Assolutamente si, ci tengo a sottolineare che la Curva Sud è apolitica e apartitica. La discriminazione e il razzismo non fanno parte dei nostri colori. Noi parliamo di libertà di pensiero, libertà di espressione, libertà di manifestare liberamente il nostro pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Galliani ha dichiarato che l’AC Milan presenterà ricorso per la decisione del giudice sportivo. Sostenendo che nel corso di Juve – Milan, nessuno ha sentito i cori in oggetto.

 Il ricorso del Milan è giusto e doveroso, ma la motivazione che c’è alla base no. I cori ci sono stati… e ci saranno: è inutile nascondere la testa sotto la sabbia, la Società dovrebbe presentare ricorso perché “la norma UEFA è evidentemente fuori da ogni logica” e non perché “nessuno ha sentito i cori”.

  La curva parla di goliardia, non di razzismo, vuole spiegarci meglio questa distinzione?

Prendere in giro le tifoserie avversarie sta all’ultras come insultare i giocatori a due centimetri dallo schermo sta a chi guarda la pay-tv… fa parte del gioco. Non è razzismo, non è discriminazione, non è anti-costituzionale. È soltanto folklore e tradizione. E fino a qualche giorno fa eravamo tutti d’accordo.

Nell’ultima giornata di campionato gli ultràs del Napoli hanno espresso il loro pensiero a riguardo con uno striscione che dimostra la piena solidarietà nei confronti dei tifosi milanisti. Il problema quindi sussiste solo per il Giudice Sportivo?

Apprezzo molto la mentalità dei tifosi napoletani, per quanto mi riguarda hanno fatto centro al primo colpo. E non soltanto perché hanno ridicolizzato e ridimensionato il caso… Ma anche e soprattutto per come lo hanno fatto. Esporre striscioni e inneggiare cori contro se stessi è un gesto (geniale) che si commenta da solo ed è la dimostrazione lampante che NO, il problema non sussiste.

La Curva Sud ripudia esplicitamente il razzismo?

È una domanda retorica. Abbiamo forse mai avuto atteggiamenti razzisti, intonato cori razzisti, esposto striscioni razzisti? Siamo forse mai stati protagonisti di episodi di razzismo? Pensare che i termini “razzismo” e “Curva Sud” possano stare nella stessa frase è insensato e inadeguato.

Come pensa che si ridurrà il tifo allo stadio se il giudice sportivo continuerà a interpretare i cori da stadio come forma di razzismo?

Il giudice sportivo dovrà fare un passo indietro se non vorrà che il tifo allo stadio si riduca a birra e popcorn sul divano. Il calcio è fatto di Società e giocatori da una parte, tifosi e passione dall’altra. Il Sistema funziona proprio sull’equilibrio tra le due parti. La voce, il colore, la grinta sugli spalti concorrono alla vittoria della squadra in campo e, se vengono a mancare, viene a mancare la vera motivazione di andare allo stadio: vivere la stessa passione tutti insieme.

La Curva Sud come intende reagire a questa interpretazione di “ogni forma” di Razzismo?

Stiamo valutando il da farsi, ma di sicuro non ci fermeremo! È una questione di libertà, ci vogliono imbavagliare e vogliono creare il mostro da sbattere sulle prime pagine dei giornali, forse per nascondere i reali problemi che attanagliano la Società e le strade al giorno d’oggi.

Vuole aggiungere altro?

Lo stadio sì, lo stadio no… ma il problema dell’Italia sono gli stadi?!?! Il vero obiettivo di chi governa è sperimentare leggi, decreti e disposizioni sugli ultras per poi allargare lo spazio di azione a tutti i cittadini. Giusto 10 anni fa esponevamo, in accordo con tantissime altre Curve, uno striscione che diceva “Leggi speciali: oggi per gli ultrà, domani per tutta la città”… inutile dire che il monito in molti casi si è avverato. Possono chiuderci la bocca, ma non possono toglierci la voce.

Recommend0 recommendationsPublished in Milan News