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Che Robinho potesse essere la chiave per aprire il portone del mercato rossonero, questo pensiero qualche mese fa non ci avrebbe nemmeno minimamente sfiorato. Un pensiero che sembrava assurdo. Vero è che l’attaccante aveva paventato in più occasioni l’idea di poter tornare nel suo Brasile per essere al centro dell’attenzione di Scolari e giocarsi la carta vincente per la convocazione ai Mondiali. Ma da qui a diventare l’emblema dell’immobilismo rossonero nell’arena del calciomercato, no, questo pensiero proprio non poteva lontanamente apparire reale.
Fatto sta che nonostante la difficoltà nel trovare una congrua sistemazione all’attaccante verdeoro, il Milan sembrava proiettato ad acquisti in grande stile. L’obiettivo Tevez sembrava ormai raggiunto, con Galliani che però cercava di mantenere bassa l’attenzione mediatica su questo affare. I suoi pensieri sibillini, le sue parole, le frasi lasciate laconicamente a metà, ora ci appaiono chiare. Nonostante i contatti con il giocatore, da lontano, nonostante i messaggi con il suo procuratore, il volo di Marotta al City ha ormai sortito il non happy ending della questione. Sarà la Juventus a vestire da capo a piedi l’Apache, che ora non produce più segnali di fumo sotto la Madonnina. Per la seconda volta Tevez scansa il Milan, la Juve ha messo a segno un colpo gobbo a Milano, in ogni senso.
Si deve voltare pagina, si deve pensare a cambiare rotta. Il leit-motiv del mercato rossonero torna ad essere uno solo: prima si deve vendere, per poi investire. Qualche giorno fa l’avevamo sottolineato, in preda alla paura di perdere il Faraone sembrava quasi opportuno rinunciare platealmente a Tevez. Ora che l’ex City ha cambiato rotta ci sentiamo traditi e impauriti. E se nonostante tutto il Milan perdesse anche El Shaarawy? Allora andrebbe a decadere tutto quel discorso di programmazione, di green generation, di talenti cresciuti in casa, di investimenti in prospettiva. Perché se arrivasse una proposta indecente il Milan potrebbe lasciarsi indurre in tentazione. Amen.
E su chi dirotterebbe le sue attenzioni lo staff di via Turati?
Chi affiancherà Balotelli? Chi al posto di Pazzini mentre il bomber si riprende dall’infortunio?
Se diamo un rapido sguardo alla rosa rossonera, il reparto offensivo al momento è assolutamente competitivo, almeno sulla carta, almeno virtualmente. L’addio di Ambrosini e la situazione generale del centrocampo rossonero lasciano invece a desiderare, così come lo stato della difesa. Astori sembra essere i stand-by, vittima del tormentone estivo: priorità vendere.
Eppure Allegri ha palesato più volte in questi anni la sua stima per il difensore. Ogbonna, che ancora non ha chiuso alcun contratto, sarebbe un giocatore adatto alla causa, ma appare sempre più lontano, sulla stessa sponda del fiume dalla quale partivano i fumi indiani.
Wait and see … stiamo a vedere come evolveranno gli eventi. Marotta ha chiesto l’all in, ma non è detto che abbia in mano tutte le carte vincenti. Sarà Galliani a dover mostrare gli assi che, si spera, se non in mano, possano essere nascosti nella sua manica… oppure oltremanica!
In attesa di scoprire il reale vincitore di questa sessione di pre-mercato, un doveroso pensiero va ad un uomo che alla causa rossonera ha regalato anni di storia indelebile. Un uomo che ha trasmesso a schiere di ragazzini, a compagni di squadra, al mondo del calcio i valori sani di uno sport che, forse, non esistono più. Con l’augurio di rivederti presto nella società che hai onorato, Buon Compleanno Paolo Maldini.
