Milan, il cuore non basta

I rossoneri giocano con impegno e volontà contro un grande Napoli, ma vanno subito sotto, provano a rimontare, vengono colpiti una seconda volta nella ripresa e se poi Balotelli sbaglia anche un rigore…

© foto di DANIELE MASCOLO/PhotoViews

La tanto temuta sconfitta è puntualmente arrivata e il Milan è già a meno otto dalla vetta; questo il verdetto della serata di San Siro, che proietta in paradiso il Napoli, capolista a punteggio pieno e manda all’inferno il Diavolo, che ha provato a combattere con le poche armi attualmente a sua disposizione, ci ha messo cuore e volontà, ma ha dovuto arrendersi alla forza dell’avversario oltre che ai propri limiti, difensivi ma non solo. Subire gol al 6° minuto con i due centrali avversari che fanno quello che vogliono nell’area rossonera, dopo che il Napoli aveva già avuto altre due occasioni limpide per segnare, una delle quali originata da uno svarione di Zapata, dimostra che la difesa non è a posto così, come ha voluto farci credere qualcuno; faticare tremendamente a costruire gioco dimostra che mancano valide alternative a Montolivo, ma non si può avere un solo centrocampista dai piedi buoni se si vuole andare lontano; se poi ci si mettono anche gli attaccanti, nella fattispecie Balotelli, che sbaglia il primo rigore da professionista, è davvero notte fonda per il Milan, anche se si può essere d’accordo con chi dice che questa è stata la migliore prestazione stagionale, al netto del valore dell’avversario, ma questa non è un’attenuante, bensì un’aggravante, perchè se dai il meglio di te ed esci sconfitto, vuol dire che sei davvero inferiore all’avversario e le tue ambizioni vanno ridimensionate. Questa partita ha fatto capire ancora una volta che una difesa solida non è un optional, ma una cosa necessaria, che chi ha un portiere paratutto vince, mentre chi ne ha uno non irreprensibile in occasione del secondo gol subito perde, che chi vende i propri campioni (Cavani) ma reinveste ciò che ha guadagnato per costruire una squadra forte (ciò che il Milan non ha fatto dopo le cessioni di Ibrahimovic e Thiago Silva) si trova in testa alla classifica, mentre chi promette di fare mercato almeno dopo la qualificazione in Champions con il tesoretto derivante dalla partecipazione alla fase a gironi (trenta milioni circa) e poi non lo fa (Matri è stato finanziato dalla cessione di Boateng e Kakà è arrivato a costo zero), non solo prende in giro i tifosi, ma arranca nei bassifondi della classifica dopo sole quattro giornate. Insomma, Milan-Napoli ha fatto capire tante cose e chi di dovere dovrà riflettere su ciò che si è visto sul prato di San Siro.

Il primo big-match del campionato rossonero si gioca in uno stadio ben lontano dal tutto esaurito: terzo anello rosso e blu chiusi e spazi vuoti anche in tutti gli altri settori dello stadio; se ci aggiungiamo che sono moltissimi i tifosi napoletani presenti, non solo nel gremitissimo settore ospiti, ma anche nel resto dello stadio, si può davvero dire che questa sfida sia stata snobbata dal popolo rossonero e a tratti sembra quasi di essere in trasferta, nonostante il solito ammirevole impegno della Curva Sud nel sostenere la squadra; brutto segno, perchè vuol dire che c’è disaffezione nei confronti della squadra e poca voglia di sostenerla proprio ora che ha molte difficoltà e problemi e avrebbe bisogno di incitamento e gran tifo da parte di uno stadio pieno.

Allegri recupera Abate e Poli e li schiera titolari, ripropone Emanuelson a sinistra sulla linea dei difensori e conferma Birsa alle spalle delle punte, relegando Robinho in panchina; per il resto è lo stesso Milan che ha affrontato e battuto il Celtic, perchè gli infortunati sono ancora numerosi e non c’è molta possibilità di scelta. Più o meno stesso Milan di mercoledì, ma avversario molto diverso, perchè il Napoli di Benitez è solido, forte, competitivo e lanciatissimo, visto che è in testa a punteggio pieno e vuole vincere a San Siro (cosa che non gli riesce da 26 anni) anche per eliminare fin da subito gli avversari dalla corsa scudetto.

L’inizio di partita è tremendo e il Milan va subito in grave difficoltà: il Napoli entra nella difesa rossonera come una lama affilata nel burro, costruisce almeno tre occasioni in cinque minuti, sfrutta le eterne amnesie di una difesa inadeguata e trova il vantaggio dopo soli sei minuti: dopo che Behrami ha calciato alle stelle solo davanti alla porta e Higuain ha sfiorato il palo con un velenoso rasoterra, il solito pallone spiovente in area da calcio piazzato crea il panico nella difesa rossonera, immobile e sorpresa: il cross lungo raggiunge sul secondo palo Albiol, che indisturbato può fare da sponda verso Britos, lasciato solo soletto davanti ad Abbiati e che non può certo esimersi dal segnare un gol facile che mette a nudo tutte le pecche della difesa rossonera. Si teme il peggio, perchè se il Napoli continuasse a questo ritmo si andrebbe incontro ad una disfatta epocale, invece i partenopei rallentano e si limitano a difendersi, il Milan mette la testa fuori dal guscio, capisce che il peggio è passato come quando un tornado improvviso devasta tutto, lascia solo macerie ma se ne va e prova a reagire, affidandosi alla sua stella, Balotelli, che inizia il suo lungo duello con Reina: tira fuori di poco una punizione e poi conclude troppo debolmente fra le mani del portiere una buona occasione. Quando il Napoli affonda mette sempre i brividi, ma è il Milan a fare la partita: Matri ha una buona reattività con un colpo di testa su cross di Birsa, ma ci vuole altro per impensierire un Reina in serata di grazia, poi è lo stesso Birsa a provare la girata al volo. Il Milan c’è e reclama anche un rigore quando Poli viene atterrato da Zuniga nei pressi della riga di fondo e proprio davanti all’arbitro di porta che non segnala un fallo che pare netto. I rossoneri ci provano con grande generosità e a volte pasticciando troppo, ma l’impegno c’è e anche la volontà di provare a segnare, con il solito Balotelli (tiro al volo altissimo) e anche con un tiro cross di Abate che Reina deve deviare in angolo proprio in corrispondenza della traversa. Nel finale di tempo la parte rossonera di San Siro trattiene il fiato vedendo Balotelli a terra: sarebbe davvero una disdetta con già tanti infortunati e ben sapendo che è lui il più pericoloso in zona gol, ma fortunatamente SuperMario si riprende, un po’ dolorante ma ancora arruolabile.

Balotelli torna in campo nella ripresa e il popolo rossonero tira un sospiro di sollievo; è sempre lui a provare a prendersi sulle spalle il Milan e portarlo fuori dai problemi, con un altro tiro deviato in angolo, poi tocca a Mexes sprecare da buona posizione in occasione di uno dei rarissimi errori di Reina, uscito male. Cominciano a essere tante le occasioni sprecate, a dimostrazione, però, che il Milan c’è e ci sta provando. Il Napoli è attento e pronto a colpire e assesta il colpo del K.O. con Higuain, che da fuori area indirizza verso la porta un tiro insidioso ma non irresistiile, sul quale Abbiati non è esente da colpe, visto che smanaccia il pallone ma non riesce ad evitare che entri in porta. Allegri prova a evitare ciò che ormai sembra sicuro, cioè la sconfitta, mandando in campo Robinho al posto di Birsa, ma Reina esce bene sui piedi di Matri e si conferma in gran serata, visto che poco dopo un ingenuo fallo di Albiol su Balotelli all’ingresso dell’area permette allo stesso Balotelli di andare sul dischetto per battere un rigore, ma Reina intuisce la finta solitamente letale di SuperMario e para il rigore, interrompendo la lunga sequenza di rigori realizzati da Balotelli in carriera. Un’ulteriore mazzata su un Milan già fragile e malandato che, però, continua a crederci e Balotelli cerca il riscatto, ma prima è la traversa a dire no a un suo tiro violento e ben calibrato, poi è il solito Reina a volare a deviare un altra conclusione simile. Serata stregata per Balotelli, ma il Milan insiste e Allegri tenta il tutto per tutto inserendo Niang al posto di Poli e varando un ultraoffensivo 4-2-4, ulteriormente corretto negli ultimi minuti con Nocerino al posto di Abate. Il gol che potrebbe riaprire la partita arriva troppo tardi, quando il recupero è già iniziato e porta la firma, ovviamente, di Balotelli, che con un bel tiro a giro riesce finalmente a battere Reina. C’è pochissimo tempo a disposizione per tentare l’ennesima impresa in extremis, ma non sempre i miracoli riescono e il triplice fischio di Banti condanna il Milan alla dolorosa sconfitta, mentre il Napoli festeggia a San Siro dopo 26 anni. Per Balotelli il Napoli rimane tabu’ (non ha mai vinto contro i partenopei) e oltre al danno arriva la beffa sotto forma di espulsione per doppia ammonizione (per proteste nei confronti dell’arbitro) a partita già finita, con SuperMario furente per un duro fallo subito da Britos. Ancora una volta il giocatore paga a caro prezzo il suo nervosismo eccessivo e penalizza tutto il Milan, visto che dovrà saltare la gara di mercoledì a Bologna, una partita già decisiva per un Milan che non può più sbagliare, dopo questa sconfitta arrivata contro un avversario che è sembrato più forte sotto molti punti di vista, anche se i rossoneri sono riusciti a giocare una buona partita con tanto cuore, ma non sempre può bastare quando ti trovi di fronte una squadra migliore e con più qualità.

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