Milan sconsolante e inaccettabile

I rossoneri perdono a Parma giocando un primo tempo pessimo; la rimonta nella ripresa illude, ma nel finale arriva la meritata beffa per una squadra poco motivata e che commette troppi errori.

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Doveva essere la partita della svolta, per sfatare il tabù trasferta, dare continuità alla vittoria contro l’Udinese e alla bella prestazione contro il Barcellona e tentare un’altra complicata rimonta verso le posizioni di alta classifica; niente di tutto ciò: il Milan subisce la quarta sconfitta (terza in trasferta) di questo campionato, con altri tre gol subiti che portano il totale a sedici (di cui ben tredici in trasferta) e forse dice definitivamente addio all’obiettivo qualificazione alla prossima Champions, che si ottiene con un piazzamento sul podio del campionato. Sembra impossibile, infatti, che questa squadra possa recuperare undici punti a Juventus o Napoli (non parliamo nemmeno della Roma che è sedici punti più su), soprattutto giocando in questo modo, ma ciò che più fa imbestialire gli ormai depressi e rassegnati tifosi rossoneri è che il Milan concentrato e determinato che ha sofferto pochissimo contro il Barcellona è completamente evaporato in pochi giorni e al Tardini si è vista una brutta, anzi inguardabile copia che ha commesso errori e ingenuità impressionanti, ha giocato per lunghi tratti sotto ritmo e ha costruito poco, soprattutto nel primo tempo. E’ incredibile che una difesa che aveva concesso poco spazio a Messi, Neymar, Sanchez, Iniesta, Xavi e compagnia bella, sia naufragata davanti a Parolo, Biabiany e Cassano e questa è un evidente e inaccettabile mancanza di motivazioni, perchè non si può fare i leoni solo contro il Barcellona e la situazione di classifica richiede che si entri in campo per bruciare l’erba in ogni partita e contro ogni avversario, altrimenti il prossimo anno non ci sarà la partita contro il Barcellona (nel senso di sfide di Champions) in cui fare bella figura. Una prestazione sconsolante quella del Milan a Parma, che ha messo in evidenza tutti i limiti attuali di questa squadra e ora è facile dubitare del fatto che gli ultimi rientri degli infortunati che ancora mancano all’appello possano cambiare, anzi rivoluzionare le cose, se non cambierà radicalmente e in fretta l’approccio alle partite di tutti i giocatori, nessuno escluso, a cominciare da chi dovrebbe essere la stella e il trascinatore e, invece, fa la figura del fantasma facendosi notare solo per un’evidente e puerile simulazione (ogni riferimento a Balotelli è fortemente voluto). La reazione con tanto di rimonta in due minuti nella ripresa ha illuso tutti e il Milan avrebbe anche potuto vincere la partita, poi è arrivata la beffa, dolorosa ma tutto sommato meritata, perchè se i rossoneri avessero giocato dall’inizio con l’intensità della ripresa, sicuramente ora staremmo analizzando un altro risultato e facendo altri discorsi, per non parlare del fatto che il Milan visto martedì scorso contro il Barcellona sarebbe passato agevolmente al Tardini e questo deve far riflettere tutti nell’ambiente rossonero, perchè ormai è evidente che c’è qualcosa che non va a livello di motivazioni e questa è la cosa davvero inaccettabile.

Allegri cambia qualcosa rispetto alla partita contro il Barcellona: Gabriel in porta, Silvestre al posto dello squalificato Mexes, Poli per Muntari e Balotelli nuovamente titolare nel tridente con Birsa e Robinho, mentre Kakà e Matri vanno in panchina. L’allenatore ha sottolineato alla vigilia l’importanza della partita per il prosieguo del campionato e per questo si attende le giuste risposte e una grande prestazione dalla sua squadra. Si aspettano la prima vittoria in trasferta anche i tifosi giunti a Parma per la prima partita stagionale alla domenica pomeriggio dopo tante notturne; c’è, ovviamente, anche la Curva Sud, che inizialmente rimane muta per qualche minuto con tanto di bavaglio alla bocca: ultras seduti e in silenzio in modo provocatorio, per far capire cosa sia una partita e una curva senza tifo, ma intanto viene esposto uno striscione minaccioso (“Non illudetevi di metterci il bavaglio”) e, infatti, dopo pochi minuti scatta per un paio di volte il coro “Noi non siamo napoletani” (a quanto pare tollerato dalle cervellotiche norme anti discriminazione razziale) e comincia il solito sostegno alla squadra. Dovrebbero essere scongiurate nuove squalifiche e chiusure del settore, visto che non è stato cantato il coro incriminato, ma con Tosel non si sa mai…

Fa scena muta anche la squadra, però e per un intero tempo, non solo per pochi minuti: lenta, impacciata, svagata, la formazione di Allegri si vede in avanti solo con un tiro alto di Constant, che diventa subito protagonista in negativo quando si fa bruciare dalla velocità di Biabiany in prossimità della linea di fondo e gli consente di mettere al centro un pallone sul quale l’intera difesa rossonera va in tilt, consentendo ai giocatori del Parma di fare qualunque cosa in area con una facilità impressionante, compreso, ovviamente, il tiro vincente di Parolo. Una disattenzione difensiva ci può stare, visto che stiamo parlando di una difesa tutt’altro che impenetrabile, ma viene il dubbio che difficilmente martedì scorso il Milan avrebbe concesso tanta libertà in area a Messi e compagni; oltretutto i rossoneri ci mettono la bellezza di venti minuti dopo il gol subito per creare un’occasione da gol, con Poli bravo a triangolare al limite dell’area e ad inserirsi ritrovandosi davanti a Mirante, ma il suo diagonale sfiora il palo lontano e finisce fuori. Il Milan del primo tempo è tutto qui e manca totalmente dalla cronaca un certo Balotelli, anzi no, visto che Mario “new look” (senza cresta e orecchini) si fa notare per una plateale simulazione in area, vista e punita da Valeri. Per chiudere in bellezza, anzi in bruttezza, il primo tempo, arriva a trenta secondi dalla fine il gol del raddoppio del Parma, innescato ancora una volta da Biabiany che questa volta ridicolizza Silvestre, scalato a coprire la posizione di Constant, rimasto attardato in posizione offensiva; la difesa fa un’altra brutta figura, consente agli avversari di giocare in libertà all’interno dell’area senza nemmeno mettere troppa pressione e Cassano infila il gol dell’ex vendicandosi dei tanti insulti ricevuti. E’ notte fonda per il Milan e l’intervallo arriva a proposito, per permettere ad Allegri di modificare formazione e, soprattutto, atteggiamento dei suoi ragazzi.

Ti aspetti un Milan modificato a inizio di ripresa, visto che Matri e Kakà si sono scaldati durante l’intervallo, invece torna in campo la stessa formazione; ti aspetti una reazione veemente, invece si ricomincia con lo stesso copione ed è il Parma ad andare vicino al terzo gol con una traversa colpita da Gargano su assist del pimpante Cassano. Il calcio, però, è strano e senza logica e, allora, capita che il Milan finalmente riveduto e corretto da Allegri riesca a tornare in partita, poco dopo aver rischiato di sprofondare definitivamente. Entrano Matri e Kakà, escono Poli (uno dei migliori, anzi dei meno peggio) e, soprattutto, Balotelli, a dimostrazione che non ci sono intoccabili per Allegri. E’ proprio Matri a sfruttare una palla persa banalmente sulla trequarti dal Parma per segnare il suo primo gol in maglia rossonera, con un bel diagonale e questa è una delle poche buone notizie del pomeriggio. Incredibilmente arriva dopo due minuti anche il gol del pareggio: Zapata colpisce la traversa con un colpo di testa e Silvestre è bravo a ribadire in rete sulla respinta. Dal possibile 0-3 al 2-2 in quattro minuti, roba da non crederci. Ora l’inerzia è tutta dalla parte dei rossoneri, che provano addirittura a vincere: Kakà ha un paio di occasioni buone ma le spreca, una tirando fuori da buona posizione, l’altra sparando su Mirante in uscita. Forse il vero Ricky avrebbe segnato in almeno una delle due occasioni, ma ancora una volta bisogna sottolineare come il brasiliano ci abbia messo molto impegno e abbia cambiato il volto della squadra, anche se tutti hanno giocato meglio rispetto al primo tempo (peggio era francamente impossibile). Nel finale Allegri tenta anche la carta Saponara al posto di Robinho e il Milan prova a spingere per vincere la partita, ma a trenta secondi dalla fine il Parma conquista una punizione a trenta metri dalla porta, Parolo avvicina furbescamente di qualche metro il pallone all’area e scaglia un tiro sul quale la mini barriera predisposta da Gabriel (Matri e Birsa) si apre e lo stesso portiere è poco reattivo. Gol beffardo e sconfitta ormai inevitabile per un Milan colpevole di aver regalato un tempo all’avversario e di aver giocato decentemente solo una ventina di minuti. I giocatori escono a testa bassa, solo Abate e Matri si avvicinano al settore occupato dai tifosi rossoneri che, comunque, applaudono e cercano di rincuorare la squadra.

Una brutta sconfitta, per il modo in cui è arrivata e per le conseguenze che può avere in classifica: la rimonta da 0-2 a 2-2 avrebbe portato solo un punto ma ancora un po’ di fiducia e autostima, un po’ come avvenuto lo scorso anno a Palermo, in una partita simile a questa fuorchè nel finale, che questa volta è beffardo e spietato. Il Milan, che in questa stagione aveva acciuffato qualche risultato positivo in pieno recupero, questa volta viene punito e ora deve leccarsi le ferite, perchè le prime scappano via in modo quasi irrimediabile e dopo sole nove giornate il campionato del Milan è in tremenda e ripidissima salita. Serve una svolta, prima di tutto nella testa dei giocatori, perchè è inconcepibile che il Milan giochi alla pari con il Barcellona e poi affondi a Parma e bisogna correre ai ripari, anche se forse è ormai troppo tardi, perchè una squadra che ha conquistato solo due punti in cinque partite giocate in trasferta non può sperare di arrivare in alto e a questo punto viene spontaneo pensare che a Parma c’è stata una svolta nel campionato del Milan, ma non nel senso auspicato da Allegri e da tutti i tifosi rossoneri

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