Prandelli in Nazionale anche dopo il Mondiale. Pirlo-rinnovo e quello strano rifiuto. Balotelli: il problema non è lui ma il codice. Criscito, niente Inter

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Nato a Milano il 10 Maggio 1965; Giornalista Professionista dal 1994. Dopo le esperienze professionali di carta stampata (La Notte e Il Giorno) e televisive (Telelombardia, Telenova, Eurosport), dirige Milan Channel dal 16 Dicembre 1999.

05.10.2013 00:00 di Mauro Suma  articolo letto 662 volte

© foto di Studio Buzzi

I pronostici sono fatti apposta per essere smentiti, bene che vada per far discutere. I pronostici sono rischiosi. Ma non farli annoia. E allora, eccoci. La sensazione forte è che, anche dopo i Mondiali 2014 in Brasile, Cesare Prandelli rimarrà alla guida della Nazionale italiana di calcio. Sappiamo tutti bene che lui, l’interessato, aveva dichiarato il contrario. Ma alla fine, ragionando, la soluzione più indicata è proprio quella di un Ct verso la conferma: lui proprio lui, Cesare Prandelli. Il tecnico vice-campione d’Europa aveva annunciato che avrebbe parlato dopo il raggiungimento della qualificazione mondiale. Ma anche a qualificazione raggiunta, Prandelli non ha ufficializzato o dichiarato nulla in tal senso. Lui è un allenatore dall’immagine molto italiana, molto radicata nel nostro Paese. E in Italia dove potrebbe andare la prossima stagione, il buon Cesare? Le panchine di Inter e Roma appaiono solidissime con Mazzarri e Garcia, al Milan quando fra uno, due, tre o gli anni che siano, Allegri partirà, sembra tutto orientato verso Filippo Inzaghi. Restano Napoli e Juventus. La piazza partenopea è ancora nel pieno dell’idillio con Rafa e fare ipotesi adesso su un cambio di panchina appare poco sensato. Resta da vedere cosa accade in casa Juventus: molti aprono la questione Conte. Personalmente non credo ad una partenza del tecnico salentino verso lidi esteri (Conte appare molto più Premier oriented rispetto ad esempio allo stesso Prandelli), ma anche dovesse succedere il matrimonio fra Torino e Prandelli sembrava dovesse farsi un paio di volte in passato, ma la scintilla non è mai scoccata. Che sia destino che le due parti non si uniscano in matrimonio? E’ chiaro che su un tema così, il terreno è quelle delle ipotesi, dei dubbi e delle sensazioni. Ma se attorno a Febbraio/Marzo, Prandelli non dovesse avere la certezza di poter allenare un grande Club italiano, che è quello che si merita, lo sbocco naturale appare proprio quello della sua prosecuzione con la Federazione. Il pronostico è fatto, chi vivrà vedrà.

L’anno di Andrea Pirlo, 34 anni compiuti e va verso i 35, è un anno particolare. Come tutti gli anni del rinnovo di un protagonista. Andrea ha un carattere forte, competitivo, deve sempre sentirsi importante. Andrea è uno che fa fatica ad accettare il turn over anche nelle partitelle di allenamento, figurarsi in quelle ufficiali. E il derby di Torino, Pirlo non lo ha giocato. Ma al di là di questo, il titolo dell’editoriale parla di strano rifiuto e allora dobbiamo entrare nel merito. Sembra, e sottolineo sembra, che la scorsa stagione la Società bianconera avesse proposto al campione bresciano un prolungamento di un anno, al 30 Giugno 2015, del suo contratto attualmente in scadenza al 30 Giugno 2014. Sembra però, e sottolineo sembra, che Andrea abbia rifiutato. Ammesso e non concesso che sia così, perché Pirlo avrebbe rifiutato? Per una idea Real Madrid con Ancelotti che sapeva da tempo che sarebbe andato al Bernabeu? Per quel punto, che Andrea ha tenuto fermo anche con il Milan nel 2011, di non accettare rinnovi di un solo anno? Ognuno si risponda come crede e faccia le valutazioni che più ritiene opportune. Certo è che Andrea non è un giocatore che, per sue caratteristiche fisiche oltre che caratteriali, può giocare a rotazione. Per dare il meglio deve essere e sentirsi centrale sempre, non un tanto al tocco. Rinnovo o non rinnovo. Su questo fronte non ci saranno teatrini e non ci saranno polemiche allo scoperto, perché Pirlo non ama queste cose, ma la gestione di questa stagione sul fronte Pirlo/Juventus non sarà semplice.

Le dirette tv di tutta Italia e i siti di tutto il web non fanno altro che polemizzare con il Ct Prandelli per la prossima convocazione di Mario Balotelli in maglia azzurra, nonostante il codice etico. La mia personalissima convinzione è che Mario non possa pagare due volte. Dal momento che le attenuanti ci sono (i falli non sanzionati adeguatamente in Milan-Napoli di Britos e Behrami, il primo da dietro e il secondo a palla lontana), le 3 giornate già scontate di squalifica sono già state affrontate e pagate. Perché deve pagare due volte, Mario? Il giocatore che lunedì raggiungerà Coverciano, non avrà più pendenze con il Giudice Sportivo, quindi…..Detto questo, sono comprensibili anche le critiche. Il problema però non è Prandelli e non è nemmeno Balotelli. Il problema è il codice che come tutti i codici è qualcosa di statico, di rigido. Il calcio invece è flessibile e duttile per sua natura. E’ fisiologico che una materia delicata come il calcio non possa tener fede, in tutti i casi che possono presentarsi nel corso di una stagione, a quello che viene enunciato da un codice. Tocca alla Federazione, con ogni probabilità, non solo a Prandelli, provare a indicare ai media del Bel Paese che il codice etico è un punto di riferimento, non le tavole di Mosè. E’ probabile che così facendo si riesca ad evitare qualche predicozzo televisivo che profuma di demagogico lontano un miglio.

Per il mercato è presto. E’ appena finito quello estivo. Ma da qualche parte si levano boatos di un possibile trasferimento di Domenico Criscito dallo Zenit San Pietroburgo all’Inter. Giunge puntuale smentita. Né il Club di Criscito, né l’entourage di Criscito hanno mai avuto contatti con l’Inter direttamente o con emissari indiretti del Club nerazzurro. Calma e gesso, Gennaio è ancora lontano.
 

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