© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
Sulley Muntari, prima del sorteggio di Nyon, disse. “Spero di trovare l’Atletico Madrid”. Col massimo rispetto per il buon mediano rossonero, forse è meglio che dia una ripassata a queste righe, per capire e fotografare la proprio castroneria. Un dato: i Colchoneros sono primi nella Liga. Come il Barcellona e davanti al Real Madrid. Potremmo finir qui, per raccontare e riassumere tutto, per spiegare a Muntari che l’Atletico Madrid è una delle peggiori avversarie che potessero capitare al Milan. Enrique Cerezo, presidente dei biancorossi, ha risposto al vetriolo. “Muntari? Non parla spagnolo, non è un giocatore europeo, è normale che non ci conosca”. La sfida è servita, contro una squadra che ha strapazzato nei gironi il Porto e lo Zenit San Pietroburgo, non certo le ultime due figuranti sul panorama europeo.
Diego Pablo Simeone, ha iniziato vincendo un’Apertura nel 2006 con l’Estudiantes ed un Clausura nel 2008 con il River Plate; in Italia, ha portato il Catania a toccare quota quarantasei punti, è arrivato secondo nell’Apertura argentino con il Racing Club de Avellaneda e, dal 23 dicembre 2011, è il tecnico dell’Atletico Madrid. Forza, carattere, bel gioco. I Colchoneros sono l’istantanea della filosofia del Cholo e viceversa. Una Coppa di Spagna, un’Europa League ed una Supercoppa Europea sono il bottino madrileno, con tanto di titolo di miglior allenatore della scorsa Liga. 16 punti su 18 disponibili nel girone Champions, in campo si schiera con due moduli diversi: 4-4-2 con i due mediani bassi davanti alla difesa o con il 4-2-3-1, a seconda di chi scende in campo al fianco di Diego Costa. Che, tra parentesi, è il miglior centravanti del 2013, conteso da Spagna e Brasile per una maglia in Nazionale e futuro bomber della Roja di Del Bosque. Segna come pioggia, lui che ora è addirittura capocannoniere della Liga. Tra i pali c’è Thibaut Courtois, di proprietà del Chelsea ma da anni in prestito all’Atletico Madrid. E’ l’erede designato di Cech nonché uno dei due estremi difensori che si giocheranno la maglia da titolare con il Belgio, insieme a Mignolet del Liverpool. In difesa, spazio al brasiliano Miranda al centro, insieme ad uno tra Alderweireld o Godin. Un alto belga ed un uruguaiano, tutti nazionali, per raccontare ancora dello spessore internazionale dei Colchoneros. Terzini sono Filipe Luis, anche lui nell’orbita nazionale verdeoro, dall’altra parte c’è Juanfran. Due che spingono e contengono, due che danno grattacapi anche ai migliori esterni di spagna. In mezzo al campo, a volte ritornano, c’è Tiago, meteora di casa Juventus e rinato alla corte del Cholo. Con lui il capitano Gabi, il terzo è Mario Suarez. Con Diego Costa c’è David Villa, in caso di doppia punta: esperto, letale, micidiale, si è rilanciato subito a suon di assist e gol a Madrid, dopo la splendida esperienza al Barcellona. Sugli esterni c’è Koke, novello Xavi di casa spagnola, ventunenne e già nazionale maggiore. E poi Arda Turan, imprendibile furetto turco, Cristian Rodriguez e Raul Garcia. Tutti uomini temibili, tutti calciatori di livello internazionale. Nonostante il parere di Muntari, occhio all’Atletico Madrid. Può essere la grande sorpresa di quest’annata.