Mamma mia!!!! Arriva il due a uno rossonero … Segna Nesta di testa e riporta in vantaggio i rossoneri dopo il pareggio romanista targato Burdisso. L’uno a zero iniziale è stato firmato da Ibrahimovic Valentina Ligas ligas.vale@live.it
Notizie
Video Boateng che canta “Happy birthday”
Dopo la strepitosa performance con il moonwalk Boateng si esibisce in versione canora intonando Happy Birthday al canale del Qatar Al Jazeera. Ad accompagnarlo ci sono i tre brasiliani Robinho, Pato e Thiago Silva. Guardate il video!
Calciomercato Milan, futuro di Inzaghi: parla il suo agente
CALCIOMERCATO MILAN – C’è anche la Major League Soccer americana nel futuro di Superpippo Inzaghi . La conferma arriva direttamente dalle parole di Tullio Tinti , l’agente del bomber 38enne rossonero così come di Luca Toni . Intervistato da una radio canadese ha ammesso: “Hanno superato i 30 anni (riferito a Pippo Inzaghi e Luca Toni e potrebbero essere interessati ad un’esperienza del genere. Se arrivassero delle offerte per la prossima stagione le prenderemmo seriamente in considerazione visto che entrambi sono in scadenza di contratto con Juventus e Milan, ma per ora non ne abbiamo ancora discusso” . La redazione di Milanlive.it Posted by Redazione2 on ott 29 2011. Filed under Calciomercato , Mercato Milan , News Milan , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Probabili formazioni Roma-Milan: Cassano o Robinho a fianco di Ibra
Il match tra Roma e Milan è primo anticipo della 10.a giornata di Serie A . Il fischio d’inizio sarà alle 18,00. Di fronte due squadre con molti assenti. Tra i padroni di casa non ci sarà ancora una volta Totti e nemmeno Kjaer recupera. Potrebbe partire titolare Juan, in ballottaggio con Heinze. Allegri dovrà di nuovo rinunciare a uno dei grandi ex dell’incontro, Philippe Mexes, che si è infortunato alla mano . In difesa torna Nesta, a riposo con il Parma. Sulla sinistra è ballottaggio tra Bonera e Taiwo. A centrocampo torna Van Bommel. A fianco di Ibrahimovic uno fra Cassano e Robinho. ROMA-MILAN – PROBABILI FORMAZIONI Roma (4-3-3): Stekelenburg; Cassetti, Burdisso, Juan, Josè Angel; Perrotta, De Rossi, Gago; Bojan, Lamela, Osvaldo In panchina: Curci, Cicinho, Heinze, Pjanic, Pizarro, Borriello, Borini. Allenatore: Luis Enrique. Squalificati: nessuno. Indisponibili: Totti, Lobont, Rosi, Kjaer Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Nesta, T.Silva, Bonera; Aquilani, Van Bommel, Nocerino; Boateng; Ibrahimovic, Cassano In panchina: Amelia, Taiwo, Zambrotta, Ambrosini, Emanuelson, Robinho, El Shaarawy. Allenatore: Allegri. Squalificati: nessuno. Indisponibili: Gattuso, Pato, Flamini, Seedorf, Antonini, Mexes. Articoli correlati: Milan: e se mister X fosse Khedira? Milan – Parma, Allegri: “Obiettivo non prendere gol” You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.
Calciomercato Milan: l’Udinese dice no a Inzaghi
Inzaghi all’Udinese ? A quanto pare no. I dirigenti del club bianconero hanno smentito di essere interessati all’attaccante rossonero . Ciò, comunque, non vuol dire che le ipotesi di addio di Superpippo siano prive di fondamento. Negli ultimi tempi l’ex giocatore di Atalanta, Parma e Juventus è regolarmente finito in tribuna. Il bomber non è nemmeno stato inserito da Allegri nella lista consegnata all’Uefa e valida per la Champions League. Tutto ciò nonostante fisicamente l’attaccante stia ormai bene mentre altri, come ad esempio Alexandre Pato, sono molto spesso fuori per infortuni. A confermare le possibilità di un addio è lo stesso agente del calciatore rossonero, Tullio Tinti : “ Ha superato i 30 anni e potrebbe essere interessato ad un’esperienza diversa . Se arrivassero delle offerte per la prossima stagione le prenderemmo seriamente in considerazione visto che è scadenza di contratto con il Milan, ma per ora non ne abbiamo ancora discusso”. Niente Udinese, per Inzaghi, il quale però potrebbe finire nella Mls degli Stati Uniti , dove già gioca David Beckham e dove ha militato anche l’ex milanista Roberto Dona Doni. Articoli correlati: Carlo Nesti: “Aquilani può fare comodo al Milan” Infortunio Pato, il milanista si avvicina al rientro You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.
Video incendio Balotelli in cartone animato
In una maniera o nell’altra si parla sempre di lui, di Super Mario! E’ stato il beniamino del derby di Manchester e dopo i pasticci generati con i fuochi d’artificio nella sua casa ne hanno fatto pure in cartone animato. Guardiamo il video di Mario Balotelli
Milan, Moggi ironico: Il “bidone” Nocerino lo conosco bene, ai tempi parlavano di sola…
MILAN NOCERINO MOGGI – Anche Luciano Moggi ha commentato il grande inizio di stagione di Nocerino . L’ex dg bianconero conosce molto bene il centrocampista rossonero avendolo voluto fortemente alla Juve : “ Il “bidone” Nocerino trascina la squadra, e Ibrahimovic lo segue scaraventando alle spalle del malcapitato Parma un poker che sa di ipoteca per il futuro della vetta del campionato. Il centrocampista scuola Juve, che io conosco bene, e forse per questo ho potuto decantarne le qualità negli insospettabili tempi in cui molti gridavano alla “sola”. L’ex centrocampista del Palermo, è uno che solo chi non conosce il calcio poteva bollare come un semplice mediano: Nocerino ha anche qualità, possiede i tempi per interpretare più dignitosamente anche la fase di possesso, oltre a quella di rottura, e rappresenta un’alternativa destinata ad acquisire sempre più importanza nell’economia rossonera. Non gli si chiede, certo, del resto, di fare da trascinatore. Per quello c’è già Ibrahimovic “. La redazione di Milanlive.it Posted by Redazione2 on ott 28 2011. Filed under News Milan , Serie A , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Morte Simoncelli, spunta il mistero della rosa rossa…
MORTE SIMONCELLI – La morte di Simoncelli è accompagnata da un mistero o semplicemente da una concidenza. Protagonista del fatto una rosa rossa che Paolo Simoncelli aveva comprato in onore di Villeneuve, pilota di Formula 1 scomparso tragicamente (come il figlio) in pista: « Lo ricordate? In quel periodo fu creata una rosa rossa in suo onore – racconta Simoncelli senior ai quotidiani sportivi – Aveva i petali come di velluto ed io la comperai e la piantai nella casa che allora avevamo a Riccione. Era bellissima e quando ci trasferimmo qui la portai con me. Riprese benissimo, su questa terra e per anni è stata proprio qui, fuori dalla porta. Poi quest’anno è morta, senza un motivo. Si è seccata ». La redazione di Milanlive.it Posted by Redazione2 on ott 28 2011. Filed under News Milan , Ultime notizie . You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 . You can leave a response or trackback to this entry
Roma – Milan, Allegri: “Non mi fido di Luis Enrique, servirà il miglior Milan”
“Domani sarà una partita tutt’altro che semplice. La Roma gioca molto bene, ha fatto un’ottima partita mercoledì e ha perso immeritatamente. Giocarci contro è molto difficile, bisogna fare una grande prestazione sia sul piano tecnico che su quello dinamico”. Massimiliano Allegri si presenta così nella conferenza stampa alla vigilia della delicata trasferta nella capitale contro la Roma. “ Domani c’è la disponibilità da parte di tutti – prosegue il tecnico rossonero -. E’ una partita che vale lo scudetto, è uno scontro diretto. E’ necessario giocarla in modo dinamico e portare a casa un risultato positivo, perché mancano due partite di campionato alla sosta e per noi è impossibile arrivarci senza essere agganciati alla vetta della classifica. Domani ci sono tre punti in palio e dobbiamo fare una partita che ci consenta di dare seguito alle tre vittorie consecutive. Dobbiamo arrivare alla sosta nella migliore situazione possibile in classifica, anche perché siamo partiti in ritardo”. Per quel che riguarda la formazione, Allegri fa il punto della situazione: “ I giocatori stanno quasi tutti bene. Domani dovrebbe rientrare Van Bommel al posto di Ambrosini. Ho un dubbio tra Robinho e Cassano. Antonini resterà fuori pe il problema alla caviglia. Rientrerà invece Nesta. Dovrò sciogliere un dubbio tra Taiwo e Zambrotta. Abbiati sta facendo molto bene. Abbiamo preso 8 gol in tre partite, ma nelle ultime siamo migliorati non abbiamo preso gol in quattro partite. Credo che siamo sulla buona strada, perché bisogna andare a eliminare errori in fase difensiva e quando stiamo costruendo l’azione, anche se in parte lo abbiamo fatto, non c’è dubbio che per vincere lo scudetto bisogna avere la prima o la seconda difesa più forte del campionato”. A Roma, Casano e Robinho si contenderanno una maglia, mentre non ci sarà Clarence Seedorf: “ Cassano ha fatto benissimo fin qui. E’ in una buona condizione fisica. Sta disputando la miglior stagione della sua carriera per intensità atletica e tecnica. Si è messo a disposizione della squadra, si è messo in discussione e questo è importante. C’è solo da rimanere tranquilli, lavorare e continuare in questo modo. Robinho negli ultimi due tre giorni sta molto meglio. Domani mattina deciderò se schierarlo dal primo minuto. Mexes ha una piccola fratturina alla mano, dopo la botta subita nell’allenamento di ieri. Dovrà stare fuori 7 giorni circa . Seedorf ieri ha fatto un buon allenamento, ma essendo stato fuori 25 giorni, mi sembrava poco un solo allenamento per convocarlo”. Con il recupero di alcuni infortunati inevitabilmente qualcuno non sarà affatto contento di tornare in panchina. Timore di richieste di cessioni? Allegri non ne ha: “ Al Milan devono restare tutti, perché il Campionato è lungo e avrò bisogno di tutti. Nell’ultima settimana ho visto meglio Inzaghi. Se non è convocato è solo perché ritengo che gli altri siano più avanti di lui come condizione. Con Pippo non ci sono problemi. Io dal Milan non mando via nessuno, per me Pippo rimane e sarà utile nel proseguo del campionato.Credo che portare Inzaghi in ritiro per poi lasciarlo in tribuna sia un po’ una mancanza di rispetto. Io faccio tutte le scelte per il bene del Milan, perché alla fine quel che conta è il Milan indipendentemente da Allegri e dai singoli giocatori”. Articoli correlati: Milanello: in vista del Bate, Allegri insiste sulla tattica Classifica marcatori Serie A: Boateng sale a 3 gol You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.
Clamoroso: Inzaghi all’Udinese a gennaio
Secondo quanto rivela l’edizione odierna del quotidiano sportivo milanse, ‘La Gazzetta dello Sport’, ci sarebbe all’orizzonte un clamoroso scenario di mercato per Filippo Inzaghi . Il bomber accantonato da Allegri e non inserito neanche nella lista Champions, potrebbe accasarsi all’Udinese nel mercato di gennaio. Ai friulani, Inzaghi farebbe molto comodo per il prosieguo della stagione che vede impegnato il club dei Pozzo su tre fronti. A Inzaghi, il trasferimento sarebbe gradito poiché gli consentirebbe di centrare altri eventuali record. Articoli correlati: Calciomercato Milan, Ag. Amauri: “Può interessare ai rossoneri” Verso Milan – Udinese: Mexes e Inzaghi in evidenza in allenamento You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.
Nocerino superstar, Milan a un passo dalla vetta
MILANO. «L’importante era vincere e dare continuità ai risultati – esordisce Massimo Allegri -. La classifica si sta allungando e per noi che siamo partiti in ritardo è importante rimanere lì nelle prime posizioni». Non ha l’aria di chi ha stravinto il tecnico del Milan che fa le pulci ai suoi nonostante i 4 gol segnati al Parma: eroe di serata Nocerino che firma la sua prima tripletta in carriera. «Abbiamo fatto una buona partita – continua Allegri -, ma in certe situazioni dobbiamo fare meglio, stiamo concedendo ancora troppo e all’inizio siamo stati molli. Sabato c’è la Roma e non possiamo permetterci di fare prestazioni così». I rossoneri hanno trovato la terza vittoria consecutiva in campionato e restano a -2 dalla Juve capolista, anche se per Allegri la cosa più importante sembra sia infondere cattiveria agonistica alla sua squadra. «Abbiamo ancora dei cali di tensione – aggiunge il mister milanista -. Dobbiamo tenere sempre alta la concentrazione perchè altrimenti poi ci complichiamo la vita com’è successo a Lecce». Non sta nella pelle l’ex Palermo, la tripletta gli vale il pallone del match e il titolo meritato di miglior marcatore del Milan con 4 reti all’attivo. «Non riesco ancora a rendermi conto di quanto è successo – dice a fine match Nocerino -. Io di solito di gol ne faccio 3 all’anno». Gioia a a parte, Nocerino fa eco ad Allegri per quanto riguarda gli obiettivi a breve termine del Diavolo. «L’importante per noi è essere concreti e dare continuità per arrivare quanto prima lassù – termina Nocerino -. Quando poi ci sarà anche il bel Milan sarà tutto di guadagnato». NOCERINO E L’INCONTRO. Dopo i tre gol in 18′ con cui Boateng ha salvato il Milan a Lecce, ecco la tripletta di Nocerino, che con due reti in centoventi secondi manda ko il Parma e nel finale, dopo la solita rete di potenza di Ibrahimovic e un lampo di Giovinco, sigilla il 4-1 portandosi a casa il pallone della partita. Così i rossoneri escono dal turno infrasettimanale a soli due punti dalla vetta. L’affare delle ultime ore di mercato si rivela sempre più prezioso, perchè Nocerino interpreta bene il ruolo di mezzala sinistra, è bravo negli inserimenti e a conti fatti è il miglior cannoniere (4 centri) di Allegri in campionato. Un gol di rapina con la complicità della difesa del Parma al 30′, una prodezza balistica da fuori area al 32′, e un’incornata di testa su perfetto assist di Cassano al penultimo minuto: giusto per replicare a chi dubita del suo bagaglio tecnico. Il suo impatto è ormai lampante. Come contro il Palermo Nocerino sblocca una partita in cui il Milan domina ma spesso si infrange su Mirante. Quando al 28′ della ripresa Ibrahimovic brucia in velocità Felstcher e segna il 3-0 i conti sono già chiusi da un pezzo e non li riapre (al 38′ della ripresa) il 6/o gol in campionato di Giovinco, meritato dopo una gara passata a predicare nel deserto. Con il minimo sforzo di squadra, è servita la terza vittoria di fila che Allegri voleva per preparare al meglio la trasferta di sabato contro la Roma. Al prossimo turno, e alla sfida con il Cesena, era già proiettato il Parma, e forse per questo Colomba ha lasciato a riposo il diffidato Lucarelli, lanciando al centro della difesa lo svizzero Feltscher, classe 1990, all’esordio in stagione, così come l’ex interista Nwankwo, preferito a Galloppa a centrocampo. Troppo leggero l’attacco con Valdes e Giovinco. Con i palloni recuperati da Valiani, in un paio di occasioni il Parma è anche pericoloso, ma prima Modesto perde l’equilibrio sprecando una ripartenza che sorprende la difesa rossonera, poi Zaccardo non approfitta di un’uscita a vuoto di Abbiati. La formazione è completamente diversa da quella del primo tempo di Lecce, ma il Milan non è molto più reattivo. E uno svogliato Ibrahimovic fa poco per imporsi sull’inesperienza di Feltscher. Fra tanti ‘vacanzierì, emerge Nocerino, che in due minuti spacca la partita. Il Milan non accelera, ma non è necessario perchè nella ripresa il Parma è ancora meno battagliero, e costringe Mirante a superarsi tre volte, due su Aquilani e poi su un colpo ravvicinato di Cassano. Colomba inserisce Biabiany per Valiani, e poi Pellè per Modesto, ma appena si sbilancia viene punito da Ibrahimovic. C’è tempo per il lampo di Giovinco e il tris di Nocerino, che reclama anche per un rigore. Ma per questa volta può accontentarsi. NOCERINO: “TRE GOL LI FACCIO IN UN ANNO” Il suo primo gol rossonero non se lo era goduto appieno perchè era arrivato contro la sua ex squadra, il Palermo. Così oggi Antonio Nocerino ha pensato bene di farne tre di fila al Parma, raccogliendo l’ovazione di San Siro e portandosi a casa il pallone, premio per chi segna una tripletta. «Chapeau!», urla lo speaker dello stadio. «Tre reti di solito le faccio in un anno», dice scherzando (ma non troppo) lui, capocannoniere inaspettato in una squadra che in attacco ha gente come Ibrahimovic e Cassano. «Non mi rendo ancora conto di quello che è successo, fare una tripletta è strano per me – aggiunge Nocerino – sono capocannoniere nel Milan ma è momentaneo. Ciò che ci importa è essere in vetta alla sosta, poi arriverà il bel gioco». Un affare, Nocerino al Milan, come conferma l’ad rossonero Adriano Galliani: «Non immaginavo che il Palermo mettesse in vendita Nocerino. È stato un colpo di fortuna, chi è su piazza fa i colpi, non chi è in vacanza. Chi dorme non piglia Nocerino…». Sul rinnovo del contratto di Allegri, invece, Galliani è molto meno loquace: «Non parlerò mai di contratti, quando vengono fatti li comunichiamo». Il diretto interessato non ne fa un dramma: «Ho parlato con Galliani – dice Allegri – e siamo tranquillamente d’accordo su tutto. È un buono stimolo, ne riparleremo più avanti, a giugno, non c’è fretta». Stasera il Milan «è partito moscio, ma quando i ragazzi si mettono a giocare come devono e com’è nelle loro possibilità è difficile non creare occasioni». Franco Colomba, tecnico del Parma, non può che certificare una partita andata male: «Non siamo scesi in campo rassegnati però dopo il primo gol abbiamo preso dei rischi ed è difficile difendersi contro di loro». GALLIANI ESALTA NOCERINO È stato l’ultimo acquisto della scorsa estate e ora, dopo la tripletta di Antonio Nocerino contro il Parma, Adriano Galliani sorride soddisfatto pensando a quando ha firmato il contratto per comprare il centrocampista dal Palermo mezz’ora prima della chiusura del mercato. «La trattativa è cominciata alle 13.30 dell’ultimo giorno e abbiamo firmato alle 18.25. Sono le cose belle del mercato – ha osservato Galliani ai microfoni di Milan Channel – È stato un colpo di fortuna: chi è su piazza fa i colpi, non chi è in vacanza. Chi dorme non piglia Nocerino… Dal primo minuto oggi si è visto che Nocerino correva come un treno: chi più corre più fa. Lui è un giocatore che corre 11-12 chilometri in una partita, e sa inserirsi molto bene». Archiviato il Parma, Galliani pensa già alla sfida di sabato con la Roma. «È uno scontro diretto fra due candidate allo scudetto, sarà difficilissima, anche perchè come la Juventus la Roma ha il vantaggio di non fare le coppe. Sapevamo – ha continuato l’ad rossonero – che con un filottino di vittorie saremmo passati dalla parte bassa della classifica alle prime posizioni. Adesso si riapre il campionato, con le difficoltà di sempre. Bisogna stare calmi nel calcio, può succedere di perdere della partite, ma abbiamo un organico che può competere per lo scudetto». Infine Galliani ha preferito glissare sul presunto ritocco del contratto dell’allenatore Massimiliano Allegri: «Non parlo mai di contratti, quando vengono firmati li comunichiamo». Gianmaria Lucca – Leggo RIPRODUZIONE RISERVATA.
Sic…transit gloria mundi
MILANO. Cari Fratelli Rossoneri, La Signora con la falce ha voluto per se la vita di un ragazzo di 24 anni di professione motociclista di nome Marco, Marco Simoncelli. Ne scrivo perchè, pur non avendo mai avuto la fortuna di conoscerlo, mi pare di aver perso un amico; una di quelle persone a cui telefoni quando sei giù e hai bisogno di sorridere, con le quali vai a bere una birra per passare una serata serena, vera e senza formalità. Quell’aspetto davvero inusuale: un pennellone secco, secco con una capigliatura esplosiva fatta da un’enorme sfera di capelli ricci, un bel naso importante, un’espressione stralunata da chi si è appena alzato dal letto, una voce da cartone animato e uno sguardo buono, pulito, un poco timido ma con una luce brillante negli occhi. Occhi che diventavano di brace quando saliva su quel bolide a due ruote, mani come tenaglie che domavano motori con 250 cavalli di potenza, grinta da vendere e la vittoria come unico traguardo possibile. Un’irruenza, a volte eccessiva, che stava limando piano, piano trasformandola in classe pura che l’avrebbe sicuramente portato sul quel gradino più alto del podio, quel metro quadrato che tanto aveva agognato. Il destino bastardo se l’è portato via in modo talmente beffardo da non sembrare vero, il suo cavallo d’acciaio impazzito traccia una traettoria che sfida le leggi della fisica e il corpo del povero Marco in completa balia del fato viene travolto da Colin Edwards e, come solo Shakespeare avrebbe potuto immaginare, riceve il colpo di grazia dal suo più grande amico di pista: Valentino Rossi. Il corpo inerme scivola sull’asfalto ed il casco rotola come una pietra lanciata distrattamente, poi un silenzio assordante che sa già di condanna. Nei box il volto stravolto e piangente di Vale e, fuori dalla clinica, il dolore più potente e profondo che possa provare un genitore scolpisce impietosamente il volto del padre. Ammetto senza vergogna alcuna di non aver trattenuto le lacrime. Certo chi gareggia su di una moto che viaggia a più di300 km/hsa che la morte gli siede accanto ad ogni prova, ad ogni giro, ad ogni gara ma i piloti sono gli eletti, coloro i quali osano sfidare gli dei; per farlo occorre un coraggio e capacità quasi inumane, doti che spesso noi “normali” diamo per scontate, ma che non lo sono affatto. Il Sic se n’è andato troppo presto, gli rimanevano ancora tante gare, tante sportellate e, ne sono sicuro tante vittorie…ha avuto la fortuna di rendere la sua più grande passione un lavoro e ci ha lasciati facendo la cosa che più preferiva, (“gnocca” a parte, immagino). Ogni volta che vedevo apparire Marco sul teleschermo riusciva a donarmi un sorriso, come si fa a non volere bene ad uno così…nella mia mente rimarrà sempre l’immagine di una persona solare, gioviale, buona, sorridente, scanzonata. Un bel ragazzone sano, semplice, dotato di una naturale simpatia, una vera rarità in questo mondo pieno zeppo di esseri meschini. Un leone col cuore d’oro e milanista….ciao Marco fai buon viaggio. Da sempre e per sempre Forza SIC!!!! RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il top e il flop della settimana: SuperBoa, Ambrosini irriconoscibile
MILANO. IL TOP: BOATENG. Chiedo scusa fin da subito ad Antonio Nocerino, che con la sua tripletta al Parma avrebbe meritato di essere il protagonista di questa rubrica, anche perchè forse non gli capiterà più di segnare tre gol in una volta sola, ma è chiaro che il tris di Boateng a Lecce ha avuto un peso specifico diverso sulla partita (che il Milan stava clamorosamante perdendo 0-3) e, forse, sull’intero campionato dei rossoneri, perchè la furiosa rimonta al Via del Mare, potrebbe essere la vera svolta in positivo dopo un avvio di stagione tribolato. Kevin Prince ha cominciato la partita di Lecce in panchina, solo perchè alla vigilia era in dubbio per problemi fisici e non certo per altre motivazioni fantasiose sulle quali molti si sono sbizzarriti. Stare in panchina non piace e nessuno, figurarsi ad un tipo focoso come Boateng e, quando Allegri lo ha mandato in campo al poso dell’impalpabile Robinho, il ghanese ha scaricato in campo tutta la sua rabbia nel modo più positivo possibile, dimostrando che il tatuaggio che ha sulla mano sinistra (Believe, credici) non è solo una scritta ma una filosofia di vita. Lui ha creduto in ciò che sembrava impossibile e ha cominciato a scagliare verso la porta del Lecce ogni pallone che gli capitava fra i piedi, perchè con tre gol da recuperare bisognava fare in fretta ed essere terribilmente concreti; con i primi due ha preso le misure, il terzo è entrato, così come il quarto (meraviglioso) e il quinto (meno spettacolare ma importantissimo); tre gol in diciotto minuti, una media davvero impressionante, che ha consentito al Milan di rimontare e, forse, di scacciare definitivamente gli antichi fantasmi di Istanbul con una rimonta simile ma al contrario (cioè inflitta e non subita). Boateng ha dato lezioni di tiro ad una squadra che spesso fatica a scegliere il tiro dalla distanza come soluzione offensiva e ha dimostrato ancora una volta di essere un elemento fondamentale; tante volte, giocando con le prime tre lettere del suo cognome, lo abbiamo paragonato ad un serpente che stritola gli avversari, ma questa volta Boa può essere inteso come il galleggiante al quale il naufrago Milan si è aggrappato per non affondare dopo la tempesta leccese del primo tempo e che ha consentito alla navicella rossonera di riprendere la linea di galleggiamento e ricominciare la navigazione verso la vetta della classifica. Boateng è tornato da Lecce con il pallone della partita (regalato a chi segna una tripletta come succede in Inghilterra), il Milan con tre punti importantissimi, perchè una semplice vittoria a Lecce sarebbe stata normale amministrazione, mentre una rimonta epocale (mai era successo in 112 anni di storia del Milan) darà sicuramente entusiasmo ed euforia a tutto l’ambiente e, forse, è un segno del destino… IL FLOP: AMBROSINI. Se l’eroe di Lecce è stato Boateng, l’emblema del disastro rossonero del primo tempo è stato il capitano Ambrosini; schierato da Allegri al posto dell’acciaccato Aquilani, Ambro ha dimostrato subito di non essere nelle migliori condizioni di forma; ha faticato moltissimo, è stato travolto dall’onda anomala leccese e ha fatto pensare al popolo rossonero che l’allenatore avesse sbagliato formazione, proponendo un giocatore improponibile. Nell’intervallo Ambrosini è rimasto negli spogliatoi e al suo posto è entrato l’inizialmente escluso Aquilani; come sappiamo bene, il Milan si è trasformato e ha realizzato una rimonta storica, ma la sensazione è che la colpa non fosse tutta di Ambrosini ma di un blocco mentale che aveva paralizzato l’intera squadra, per uno di quei misteri del calcio difficile da spiegare. Forse se il capitano fosse tornato in campo nella ripresa si sarebbe riscattato come tutta la squadra, ma con i se e con i ma non si va da nessuna parte e la brutta figura di Ambrosini rimane, anche se non è il caso di infierire. Sicuramente non ha infierito Allegri, che lo ha riproposto prontamente titolare contro il Parma (questa volta al posto di Van Bommel), confidando nel riscatto del capitano che, però, c’è stato solo in parte; piazzato al centro, Ambro ha dovuto correre meno rispetto a quando è defilato sulle fasce, quindi non è andato in grande affanno, anche perchè il Parma era decisamente meno assatanato del Lecce del primo tempo di domenica, ma ha dimostrato di non essere brillante e di soffrire molto soprattutto se affrontato in velocità. Ambrosini è un guerriero, un gladiatore e se gli mancano forza e reattività va incontro a brutte figure; inoltre l’età avanza e ciò rende più complicato recuperare brillantezza dopo le soste forzate ai box per infortunio; Ambro è appena guarito da un fastidioso infortunio alla spalla e ci vuole pazienza prima di rivederlo al top, ma sono sicuro che presto lo rivedremo lottare da autentico condottiero e capitano, sperando che la sfortuna smetta di perseguitarlo sotto forma di infortuni, perchè lui è uno che non molla, ma la salute è importante per allenarsi bene, trovare condizione e brillantezza e dimostrare a tutti quelli che ora lo criticano (ingiustamente e impietosamente) che Ambrosini può ancora essere un pilastro di questo Milan. RIPRODUZIONE RISERVATA.
Calciomercato Milan, Galliani: niente acquisti a gennaio
Nuovi acquisti a gennaio? Adriano Galliani dice di no . L’amministratore delegato del Milan è dell’idea che la squadra vada bene così. Il dirigente rossonero dice di sperare nel ritorno in campo di Mathieu Flamini, Ivan Gattuso e Clarence Seedorf . L’unico che tornerà a breve è l’olandese. Quanto agli altri due i tempi restano incerti. Per Galliani, comunque, gli acquisti di Nocerino – grande protagonista col Lecce – e Aquilani ad agosto sono più che sufficienti per affrontare la stagione. “ S apevamo che Nocerino era bravo , ma quando acquisti giocatori ti danno meriti o demeriti – ha dichiarato l’ad del Milan . Ieri ha fatto grandi cose, al terzo gol ho visto una maglia numero 22 e ho pensato a Kakà. Un suo ritorno comunque è impossibile per motivi che ho già spiegato, poi se tornasse non possiamo togliere il numero a Nocerino. Montolivo arriverà gennaio? In quel mese non credo faremo nessuna operazione . L’anno scorso siamo intervenuti per colpa di un gran numero di infortuni, ma quest’anno quando rientreranno i vari Seedorf, Gattuso e Flamini saremo a posto anche a centrocampo”. Già, ma quando torneranno Flamini e Gattuso? I problemi alla vista del calabrese sono seri. E non dimentichiamoci, oltretutto, che il Milan dovrà fare a meno per diverse gare di Boateng, che sarà impegnato in Coppa d’Africa. Insomma, le dichiarazioni di Galliani sanno di depistaggio. Articoli correlati: Il procuratore federale Palazzi deferisce Gattuso e il Milan per i cori contro Leonardo Classifica Serie A e prossimo turno: Milan a -4 dalla vetta You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.
Lunga vita al “progetto Roma”
MILANO. Rispetto ai miei articoli precedenti, desidero cambiare leggermente la prospettiva di ciò che andrò a scrivere. Devo occuparmi della Roma, ma lo farò senza lente d’ingrandimento. Senza analizzare risultati e classifiche, senza scandagliare ogni reparto giallorosso per approfondire pregi e virtù del prossimo avversario del Milan. Desidero fare un articolo ad ampio respiro e allargare la visuale: più che della Roma intesa come “squadra”, parlerò della Roma intesa come “progetto”. Mi auguro con tutto il cuore che il progetto giallorosso sopravviva, per il bene del calcio italiano. Mi auguro che la scelta di puntare su un allenatore come Luis Enrique venga premiata dai risultati e dal consenso generale. Se un’idea di calcio così affascinante risultasse vincente, altre società potrebbero decidere di emulare i giallorossi. Al contrario, se l’ex tecnico del “Barcelona B” venisse bocciato dal campo e dalla critica, si radicherebbe ancor di più la convinzione che…no, in Italia non siamo fatti per i giovani e per il bel gioco. La filosofia di Luis Enrique nasce nella cantera blaugrana ma in questo primo scorcio di stagione si è impreziosita di un po’ di sano tatticismo italiano. A Genova i suoi ragazzi hanno perso all’ultimo respiro, ma per lunghi tratti sono stati padroni del campo, mostrando coraggio, intelligenza e trame raffinate. Nonostante la bruciante sconfitta, Luis Enrique si è presentato in mix zone per dire che era felicissimo della prestazione, che per la prima volta è davvero felice, che è convinto di aver imboccato la strada giusta. Parole che nei nostri ambienti calcistici suonano strane, dopo una sconfitta maturata all’ultimo minuto con un gol rocambolesco. Ma lui viene da un’altra cultura. Lui viene da una cultura in cui il gioco e il progetto prevalgono sui risultati, anche se poi sono i risultati a dare forma al progetto stesso. Con grandissima onestà, Luis Enrique sa ammettere meriti ed errori, gioie e delusioni, senza mai farsi condizionare dal punteggio scritto sul tabellone. Oltre che la filosofia calcistica e la disponibilità nei confronti dei media, c’è un altro aspetto di Luis Enrique che mi ha conquistato: il modo in cui tratta i giocatori. Abituato a gestire i giovani del Barcellona, ha saputo entrare in uno spogliatoio complicato come quello giallorosso con carisma e convinzione. Non ha avuto trattamenti preferenziali per Totti, Borriello o De Rossi. Non ha puntato subito ad occhi chiusi sui gioiellini Bojan, Lamela e Osvaldo. Ha saputo integrarli, amalgamarli, stuzzicarli e stimolarli. Ora remano tutti dalla stessa parte, vecchi e nuovi, promesse e campioni, talenti e gregari. Per questi tre motivi, auguro a mister Enrique una stagione importante e una luminosa carriera italiana. A partire dalla prossima settimana, naturalmente. Post Scriptum: Guardatevi questo video, ci sono molti insegnamenti. Di calcio e di giornalismo. http://www.youtube.com/watch?v=AOYeKTu1sTM RIPRODUZIONE RISERVATA.